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In un villaggio sperso fra le montagne,nel cuore dell’inverno, due bambini, fratello e sorella, si mettono in cammino per raggiungere un altro villaggio, dove abitano i nonni a cui vogliono fare visita. La strada è lunga ma sono abituati a percorrerla. Al ritorno però li coglie una terribile nevicata , e smarriscono la via. La neve è così abbondante che cancella tutti i loro abituali punti di riferimento, anche le loro stesse orme, per cui quando si accorgono di avere sbagliato direzione, non riescono più neanche a tornare indietro. Non esistono più infatti avanti e dietro, sotto e sopra, dritta e manca : intorno a loro solo una silenziosa vertigine bianca.
Il bambino che è maggiore di anni, è molto protettivo nei confronti della sorella, che a sua volta è docile e fiduciosa nei suoi confronti. Lui la ripara con la sua giacca e le raccomanda di non smettere mai di camminare, perché altrimenti finirebbero congelati. Vanno avanti così “ con quell’energia instancabile che hanno i bambini e gli animali, perché non sanno quanta ne è stata loro data e quando questa riserva si esaurirà.” Senza accorgersene continuano a salire, raggiungendo via via sempre maggiori altitudini fino a trovarsi ai piedi dello sterminato ghiacciaio. Dovunque guardino non c’è nulla salvo quel bianco accecante che forma intorno a loro un cerchio sempre più stretto : niente se non la neve che cade, cade,”insaziabile”. Ugualmente nessun rumore riconoscibile, umano . Non si percepisce neppure il più flebile suono, salvo il loro respiro, e il fruscio della neve “che cade sulle loro ciglia”.
Arrampicandosi sulle grandi masse di ghiaccio, riescono a insinuarsi in una specie di grotta.
Guardano ad occhi spalancati, e tacciono.
Si tengono per mano.
Così passeranno la notte .
E non avranno mai PAURA.