Esterhazy

"IL MIO BUON PADRE ERA PARTITO A GALOPPO IN UNA PIANURA BELLISSIMA"
martedì, 12 settembre 2006

 

l
In un villaggio sperso fra le montagne,nel cuore dell’inverno, due bambini, fratello e sorella, si mettono in cammino per raggiungere un altro villaggio, dove abitano i nonni a cui vogliono fare visita. La strada è lunga ma  sono abituati a percorrerla. Al ritorno però li coglie una terribile nevicata , e smarriscono la via. La neve è così abbondante che cancella tutti i loro abituali punti di riferimento, anche le loro stesse orme, per cui quando si accorgono di avere sbagliato direzione, non riescono più neanche a tornare indietro. Non esistono  più infatti  avanti e  dietro, sotto e  sopra,  dritta e manca : intorno a loro solo una silenziosa vertigine bianca.
Il bambino che è maggiore di anni, è molto protettivo nei confronti della sorella, che a sua volta è docile e fiduciosa nei suoi confronti. Lui la ripara con la sua giacca e le raccomanda di non smettere mai di camminare, perché altrimenti finirebbero congelati. Vanno avanti così “ con quell’energia instancabile che hanno i bambini e gli animali, perché non sanno quanta ne è stata loro data e quando questa riserva si esaurirà.” Senza accorgersene continuano a salire, raggiungendo via via sempre maggiori altitudini fino a trovarsi ai piedi dello sterminato ghiacciaio. Dovunque guardino non c’è nulla salvo quel bianco accecante che forma intorno a loro un cerchio sempre più stretto : niente se non la neve che cade, cade,”insaziabile”. Ugualmente nessun rumore riconoscibile, umano . Non si percepisce neppure il più flebile suono, salvo il loro respiro, e il fruscio della neve “che cade sulle loro ciglia”.
Arrampicandosi sulle grandi masse di ghiaccio, riescono a insinuarsi in una specie di grotta.
Guardano ad occhi spalancati, e tacciono.
Si tengono per mano.
Così passeranno la notte .
E non avranno mai PAURA.
postato da Esterazy alle ore 19:48 | Permalink | commenti (16) / commenti (16) (pop-up)
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Commenti
#1   12 Settembre 2006 - 20:20
 
e non avranno MAI paura.
utente anonimo

#2   13 Settembre 2006 - 09:47
 
che carini!!!
utente anonimo

#3   13 Settembre 2006 - 10:00
 
Patetici la papessa e la guardia svizzera. Si accorgerà prima o poi la terza che sempre gli cammina a fianco...
utente anonimo

#4   13 Settembre 2006 - 12:53
 
Zi prentessi mai una folta,tico

una,poccalonen!


rainermariapilcher(geboren rosa)
ainsazzgrrppnfurah,Fatikan.
utente anonimo

#5   13 Settembre 2006 - 13:23
 
Io qui mi sento sempre bene, a mio agio.
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#6   13 Settembre 2006 - 14:06
 

...grazie M., conosco il tuo "sguardo".
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#7   13 Settembre 2006 - 23:37
 
vorrei provare quel luogo dove non esiste più avanti e indietro destra e manca
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#8   14 Settembre 2006 - 00:52
 

...Quasi nessuno sopporta Stifter ( che fra l’altro è quanto di più lontano dal patetico si possa immaginare, anonymous 3, ma capisco che è un autore troppo lontano dalla tua portata)
Io l’ho amato, e in particolare Bergkristall, fin dal primo incontro. Una lettura scolastica, in seconda o terza media ; e anche lì ci fu qualcuno – perenne ricorrenza – che attribuì al mio presunto “bisogno di distinguermi” e di fare il bastian contrario, il mio innamoramento per questo autore che l’unanimità della classe definiva nsopportabilmente noioso.
Da allora l’ho riletto moltissime volte , anche in tedesco.
La sua scrittura è davvero come una nevicata al rallentatore : una lentezza ipnotica, cullante, proprio nella sua - apparentemente esasperante – minuziosità e ripetitività. Il suo ritmo è quello di un’altalena, di una barca, di una culla
Il lento maturare – fra eventi del tutto insignificanti – di una catastrophé , mai esagitata, mai enfatizzata, e che – inaspettatamente, miracolosamente – anziché farti precipitare in basso, ti solleva, senza peso, in alto, sempre più in alto.
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#9   14 Settembre 2006 - 11:22
 
la neve che cade a me ha sempre ispirarto sogni di morte. Ciao Sara, come stai?
dev'esser dolce affidare i dolori all'anestesia del freddo, e scordare ogni momento passato, ogni sbaglio, ogni delusione, giacchè giunge un momento nel quale (io) ho interpretato così la mia vita. Dormire ricorperti di neve, con una magica casetta intorno, come peter pan nei giardini di kensington, e svanire navigando su di un nido d merlo...
tanto nessuno ama ciò che sono realmente.... e senza nessuno che ami ciò che sei realmente non puoi più sopportare di vivere.
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#10   14 Settembre 2006 - 11:25
 
ps. non so se sia paura, a volte si, lpaura che la voglia di fuggire da tutto abbia il sopravvento su tutto.
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#11   14 Settembre 2006 - 13:41
 

...trovare qualcuno che ami ciò che sei realmente, flora, è forse meno importante che capire - tu stesso - chi sei realmente. Ed è questa ricerca - che, non lo nego, può essere assai dolorosa, burrascosa, a volte lacerante , esasperante o angosciosa - a darti quella "passione del vivere" che supera ogni voglia di fuga definitiva.

PS...comunque , parda, ho scoperto che ci unisce un legame odorifero : l'Artisan Parfumeur!!!
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#12   14 Settembre 2006 - 20:39
 
Io credo che sia chi ti ha donato l'amore quando era l'unica cosa che potevi ricevere che ti consente po di possedere la forza di credere in te stesso:sennò è come costruire sulla sabbia... un eteno ricominciare privo di senso. Almeno questo è il mio pensiero.
Ps. divertente la coincidenza el poumo...
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#13   18 Settembre 2006 - 12:54
 
(sono incerta: cambio tastiera o cambio testa?)
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#14   18 Settembre 2006 - 15:03
 
...(senza dubbio, tastiera ) ;)
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#15   19 Settembre 2006 - 10:58
 
beh, quanto meno a tastiera è più semplice...
;-)
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#16   19 Settembre 2006 - 10:58
 
'azz, eccolo lì: LA tastiera, LA!
:(
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