Esterhazy

"IL MIO BUON PADRE ERA PARTITO A GALOPPO IN UNA PIANURA BELLISSIMA"
venerdì, 01 settembre 2006

Plumbago bianco
 
Tragico, superbo e bello, il plumbago candido ostenta impavido la sua diversità.
I passanti si chiedono perché non sia azzurro come gli altri che formano la lussureggiante spalliera: quel loro bel colore pervinca è così gradevole, accattivante, confortevole, rassicurante… Lui invece ha il tremito di un bianco smarrito, con inclinazione al perlaceo o all’argento pavonato, a seconda dei punti e della luce. In certe ore del giorno quel bianco del fiore reclino è affranto, in altre ore tenerissimo, fino al patetico : una nuca infantile là dove i capelli sfumano nel candore del collo – a volte torpido e torbido tanto da apparire quasi sinistro : l’opaco pallore di un morente, la palpebra di una donna sopraffatta da un piacere contro cui ha lottato a lungo, troppo a lungo.
Fra chi passa lungo la siepe non c’è chi non gli getti un’occhiata perplessa,spesso non priva di diffidenza. Anomalia genetica? malattia? artificio? capriccio degli dei?
postato da Esterazy alle ore 15:25 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
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Commenti
#1   03 Settembre 2006 - 18:40
 
Ti rode molto,lo capisco sai? Da seppellirsi dalla vergogna, immagino.....
utente anonimo

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