La Legge della Imperfezione
Lei ama ambedue, l’uno per lo strepitoso appeal del corpo (risparmiamo, sobriamente, i dettagli), l’altro per l’altrettanto strepitosa acutezza della mente, inesauribile fucina di pensieri geniali. Ognuno dei due rappresenta per lei una irrinunciabile fonte vivificatrice, una sorgente altrice, l’amnio che la mantiene in vita : perdendo uno dei due, come una pianta senza acqua, perderebbe l’umidità delle fibre, il turgore dei tessuti, l’elasticità dei tegumenti. Sa che non può rinunciare né all’uno né all’altro, ma è anche vero che i due mal si adattano alla condivisione – per quanto ottimale possa essere tale condizione agli occhi di lei.
Anzi, si può dire che decisamente non la sopportano.
Così a lei non resta che convocare il suo Diabolus (Lucifer Belial) supplicandolo di risolvere il problema. Angelus Pravitatis escogita una diabolica ( appunto) soluzione : in una notte sabbatica, insinuatosi fra lenzuola e strisciando su per arti (con arte), mozza le teste dei due, e le scambia. Ora il bel corpo ha la sua bella testa, e la debole testa il suo corpo meschino. I giochi sono fatti?
Niente affatto : a poco a poco quella mente magnifica ma avvelenata di pensiero e di amore del pensiero, intacca lede corrode disintegra lo splendore innocente del bel corpo, mentre il debole corpo,liberato dalla signoria della mente invadente e prevaricatrice, si desta e fiorisce in inattesa primavera
Il Diabolus (addossato al muro di fondo) ghigna.
A lei non resta che inchinarsi ancora una volta alla sublime Legge della Imperfezione.