Esterhazy

"IL MIO BUON PADRE ERA PARTITO A GALOPPO IN UNA PIANURA BELLISSIMA"
lunedì, 27 marzo 2006

ROCOCO’ COCORICO’

 Oggi l’ironia – o presunta tale – si vende su tutti i mercatini più o meno rionali, e non manca  neppure un vago odore di pesce avariato che proviene dai banchi della pescheria.Signore che hanno coltivato con amoroso e confidente zelo una loro modesta predisposizione alla lingua sciolta ( onny soit qui mal y pense), trentenni mucciniani che mascherano volgari abbordaggi con battutine spiritose, navigati suiters che ostentano un distacco dalla vita che non sanno quanto sia reale ( ma non certo nel senso che intendono loro) : tutti costoro   hanno l’ardire di autofregiarsi – con incredibile immodestia – di doni sublimi di ironia e , s’intende, di autoironia - come se appunto una  attitudine così complessa e virtuosa come l’ironia fosse attingibile per semplice autocertificazione.

Ahimè, quando sento la parola ironia, penso a chi ci ha mostrato che cosa  essa veramente significhi, e il sangue mi si rivolta quando la vedo così prostrata nelle menti di chi se la autoattribusice…convinto che bastino, per attingerla, le sue melense battutine – di cui una su mille strappa a mala pena un sorriso e la stragrande maggioranza produce uno stridore di denti  per la lambiccata artificiosità delle frasette mistificatorie .( ancora peggiori gli scambi e le tenzoni a due, in cui il rimpallo produce lo stesso fastidio di certi set tennistici di mediocri, che non fanno che attivare irritante girar di pupille e indolenzimento dei muscoli occipitali…)   

 Sono convinta che questa illusoria padronanza del registro ironico dissolva le già scarse potenzialità odierne di autentica comunicazione fra individui ; per ostentare superiorità intellettuale ci si sente infatti costretti ad esibire questo tono (falsamente) cinico e disincantato, questo rincorrere la battuta fine a se stessa. Ce n’è di che dedurre che siamo nella fase, storicamente non nuova ma forse non mai così degradata come oggi, del concettismo lambiccato, della brillantezza stereotipata, di un tardo tardissimo –

del tutto sbrindellato e dilavato e insulso - rococò.

postato da Esterazy alle ore 14:07 | Permalink | commenti (10) / commenti (10) (pop-up)
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Commenti
#1   28 Marzo 2006 - 12:14
 
mia cara, oggi al massimo si assite a becere esibizioni di sarcasmo, che sta all'irona come un sospiro a un rutto. Capisco il tuo disgusto: il rococò è fra le cose peggiori che l'animo umano abbia prodotto.
un saluto
c.
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#2   28 Marzo 2006 - 14:43
 

...secondo me il sarcasmo appartiene a un altro domaine,anch'esso con aspetti
assai deprecabili, ma diversi.
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#3   29 Marzo 2006 - 00:12
 
Due cose: una considerazione e una curiosità.

1 (la considerazione). Quello che hai scritto nel profilo è interessante. Ribaltare la prospettiva può essere un modo per vedere oltre. Per ANDARE oltre. Ma forse è anche questo un modo di uscire dal labirinto, no? Forse.

2 (la curiosità). Perchè in due post hai insistito sulle foto di donne giovani che diventano vecchie? Quegli scatti mi inquietano. Mi ricordano l'ineluttabilità delle cose. Il tempo che - tic toc tic toc - scorre senza darci - tic toc tic toc - possibilità di recuperare gli errori. Tic toc tic toc. O forse vedi anche in quel percorso un modo per trovare il Minotauro che nascondiamo dentro?

Ciao.
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#4   29 Marzo 2006 - 15:45
 
Ho poca voglia di sciocchezze, adesso.
Ho poca voglia di scherzare. Non posso ridere qui. Odio sentire ridere qui.
In questo posto non c'è niente da ridere.
In questo posto non si deve ridere.
E' bellissimo ridere per una vittoria. NOn qui. Dove non si combatte. Dove non c'è orgoglio. Dove si è poco coraggiosi, poco generosi, poco filantropi.

[Cor Ardens]
utente anonimo

#5   29 Marzo 2006 - 17:40
 
caro anonimo, all'inizio pensavo così anch'io, poi mi e parso di trovare una risonaanza, certo imperfetta, certo approssimativa, e voglio cercare questa nota comune. Magari è tempo perso. Magari scoprirò un tesoro, Magari potrò offrire un briciolo di consolazione a un'anima, ma resto. Perché nulla di quello che riguarda un altro esere umano io reputo estraneo.
c.
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#6   29 Marzo 2006 - 18:03
 
Tempo perso,sotto il vestito niente.
utente anonimo

#7   30 Marzo 2006 - 00:15
 

... Cor Ardens!
[il solito spione-ladro]
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#8   30 Marzo 2006 - 00:26
 
Pile ou face,Corbuissonardent.



un G
utente anonimo

#9   30 Marzo 2006 - 02:09
 

...Una piccola e modesta pianticella che cresce in mezzo alla povera vegetazione che è alle falde del monte Choreb, una piccola pianticella, il roveto, arde in mezzo a un fuoco, arde e non si consuma.
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#10   30 Marzo 2006 - 16:18
 
se lo merita ,fino alla feccia:

Nicolas Froment d'Uzes
Cathedrale de Saint Sauveur
Aix-en-Provence.

Lui.
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