Esterhazy

"IL MIO BUON PADRE ERA PARTITO A GALOPPO IN UNA PIANURA BELLISSIMA"
martedì, 21 marzo 2006

L’amore nel Neolitico

 

A chi ogni tanto mi chiede

 che pensi dell’amore e se ci creda,

generalmente non rispondo

ma regolarmente

rivedo nella mente

immagini di un filmato che visionai una volta. Si trattava

di un “testo visivo” accluso

 a un ponderato studio

che mostrava  una ricostruzione- di valore scientifico–

 di vita quotidiana nel Neolitico.

La parte che ricordo riguardava

una fase di quiete e di riposo –

forse obbligata dal buio o da maltempo –

Di individui di varie età e sesso all’interno di una caverna.

(il filmato era in b/n).

 

Nella grotta semibuia piccoli gruppi umani (di 2/3 individui) giacciono per terra o semi addossati alle pareti, completamente nudi. I corpi si sovrappongono e s’intrecciano con abbandono impudico e insieme angelico, mossi dalla ricerca di calore, di benessere, di piacere : bisogni naturali e innocenti, non viziati da perversi lavorii mentali.( Il retro-pensiero è il peccato di Adamo?) Alcuni sono intenti a operazioni che la nostra “civiltà” – facile ad arricciare il naso quando si avvicini più di tanto alla corporeità – si sente in dovere di guardare con disgusto, ma che costituiscono invece quegli archetipi di accudimento, il cui rigetto sta forse alla radice di tante angosce contemporanee .Vale a dire che si spidocchiano, si nettano reciprocamente la bocca e i denti a linguate, si lambiscono le palpebre sciogliendone i cigli aggrumati. Altri, con la stessa assorta e innocente concentrazione, si stimolano con sublime pazienza aree di piacere, avviluppandosi sempre più stretti con flebili e brevi guaiti.

Un grande senso di intimità e di benessere spira in quel nido oscuro, mentre dallo squarcio chiaro della lontana bocca della caverna giunge lo scrosciare di una pioggia primigenia.

postato da Esterazy alle ore 14:05 | Permalink | commenti (17) / commenti (17) (pop-up)
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Commenti
#1   21 Marzo 2006 - 14:39
 
Bene.E con cio'?
utente anonimo

#2   21 Marzo 2006 - 16:06
 

...dunque, signor Anonimo, il breve testo può essere scomposto in due blocchi, la cui funzione narrativa e/o descrittiva è in realtà solo apparente, costituendo in realtà l'uno una domanda su un eterno tema esistenziale, l'altro la personalissima e opinabilissima risposta. E' più chiaro? :-)
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#3   21 Marzo 2006 - 20:41
 
Gli archetipi dell'accudimento... proprio per ragioni evolutive oggi richiedono altre modalità. Si rischia altrimenti di traslare e metaforizzare pulsioni e desideri istintuali che, usciti dalla porta delle convenzioni sociali rientrano dalla finestra dell' immaginario (soprattutto femminile).Credo che le angosce contemporanee derivino da palesi forme di potere e sopraffazioni competitive, cioè da forme di adattamento (si fa per dire) alla vita sociale dove alla comunitaria caverna si è sostituta la casa-loculo (si proprietà) nello stesso vano simbolo di conquista e solitaria prigione esistenziale. In questo contesto la corporeità, prima vittima del processo, si manifesta spesso in forme trasversali, a volte violente e degradate, sempre lontane dalla primitiva "animalità".
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#4   21 Marzo 2006 - 21:02
 
Sic!se qui si postasse dell'arte del
peto, i commenti non muterebbero.
Vedi,cara Ester,di non incorrer,nei commenti, in òrride ripetizioni e tonitruanti superlativi.
Abominevoli entrambe-le cose.
Piu' chiaro? Pare notte fosca e perigliosa.....
utente anonimo

#5   21 Marzo 2006 - 21:43
 

...ma il Commento 2 era volutamente, premeditatamente, studiatamente, progettualmente e esecutivamente,..RIPETITIVO E TONITRUANTE !!!
(una volta che faccio l'ironica, non si capisce)
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#6   21 Marzo 2006 - 22:37
 
Tonitruante... vocabolo da petomani, in tema.(Ma perché usare la tastiera anzichè le naturali aperture?) Ah la sana arte della vuota retorica...non c'è più religione.... anche la notte non è più fosca e perigliosa come un tempo.
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#7   22 Marzo 2006 - 12:28
 
A proposito di Fosco,sentite la figlia:
" oggi e' un giorno a zìmpagi e zirlecchi/ un giorno tutto gnacchi e
timparlini/
le nuvole buzzìllano,i bernecchi/
ludèrchiano coi fernàgi tra i pini .."
e il Fosco chiurla:
" ci son dei giorni smègi e lombidiosi
col cielo dagro e un fònzero gonfruto/
ci son meriggi gnàlidi e budriosi/
che plògidan sul mondo infragelluto.."
La poesia e' perigliosa e Fosca,oggi,
caro Artemidoro!
E io buzzìllo e ludèrchio con Ester.
oggi e' un giorno lombidioso,non me
ne vogliate.
utente anonimo

#8   22 Marzo 2006 - 12:33
 
Il testo stringe,e se lo stringi minge(1963,circa)
utente anonimo

#9   22 Marzo 2006 - 12:50
 
Non sara'di Sanguineti,putacaso?
utente anonimo

#10   22 Marzo 2006 - 14:38
 
O di Pagliarani,o Giuliani,o Porta ,o Leonetti,o Rosselli,o Lombardi,o Balestrini ,o Cagnone, o Lamfalussy,o Linhartova,o Kunert,o Heissenbuttel,o Debrailler,o ..........
utente anonimo

#11   22 Marzo 2006 - 15:09
 
magari di FAVA Salvatore( ..sul ciglio
ti moriva una lacrima
bianca come un giglio).
utente anonimo

#12   22 Marzo 2006 - 20:15
 
iess:Fava Salvatore:come non potrei fidarmi?
utente anonimo

#13   22 Marzo 2006 - 20:46
 
non mi hai mai visto nudo.
Questa e' la tua mancanza.
utente anonimo

#14   23 Marzo 2006 - 10:41
 
Oddio oddio... non vorrei essere tonitruante, altrimenti dovrei cercare sul vocabolario per sapere chi sono.

Non so se quello che hai descritto sia forse il paradiso primigenio. Ho l'idea che la ricostruzione visiva sia marchiata da un certo ideologismo: a me parrebbe una vita di condanna, non un paradiso...

Comunque, mentre scrivevo il mio ultimo post mi sei venuto in mente... era un po' che non passavo.

Ciao
Sam
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#15   23 Marzo 2006 - 11:23
 
"Questa e' la tua mancanza"
...Solo quella?
utente anonimo

#16   23 Marzo 2006 - 11:46
 
No.Anche un lungo viaggio.
utente anonimo

#17   23 Marzo 2006 - 12:55
 
Lungo? Anche solo una scampagnata a Pasqua servirebbe. Sorvoliamo sul resto generosamente.
utente anonimo

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