Esterhazy

"IL MIO BUON PADRE ERA PARTITO A GALOPPO IN UNA PIANURA BELLISSIMA"
lunedì, 27 febbraio 2006

 

DISTANCE

Distance - is not the Realm of Fox

Nor by Relay of Bird

Abated - Distance is

Until thiself, Beloved.

(E. D)

[Distanza - non è il regno della volpe

né un volo di uccelli può colmarla -

Distanza è solo Quella

fino a Te, adorato.]

postato da Esterazy alle ore 14:00 | Permalink | commenti (14) / commenti (14) (pop-up)
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Commenti
#1   27 Febbraio 2006 - 15:14
 
sa di muffa e di reclusione,di pepli
bianchi mal lavati,di moleskine
ingialliti, di barbe pastorali, di
fiori secchi,di capelli unti, di
prediche puritane, di evulvescenze
inconfessate.
De Sade ad Amherst.
utente anonimo

#2   27 Febbraio 2006 - 18:37
 
Intensa pregnanza,enigmatiche ellissi:il
metro del'innologia protestante viene
forzato e distorto con rara maestria.Le
parole vengono conficcate entro i versi
con tale forza che la sintassi implode e
va in frantumi.
Meno musicale di Saffo,E.D.ha pero' piu'
vasto registro concettuale,inglobando in
se' due millenni in piu' di storia dello
Occidente.Nessuna delle grandi figure della storia della letteratura e' stata
tanto fraintesa quanto la sua.
Ignorata al suo tempo,ED fu soggetta,
dopo la sua riscoperta,a una lettura fal
samente sentimentale.Dopo trent'anni di studi,la complessita' modernista del suo stile elevato e' universalmente rico
nosciuta.Ma la critica continua per con
tro a ignorare il sentimentalismo dete
riore della gran massa della sua produ
zione lirica.Non si trova nesso tra il
suo registro umile e quello elevato.
Si fanno strda letture psicoanalitiche
ma l'approccio da aprte del mondo acca
demico resta viziato da atteggiamenti di
maniera.L'elemento orripilante e spietato della sua poesia viene attenua
to o soppresso.ED e' il Sade donna, e
le sue liriche sono i sogni carcerari di
una visionaria volontariamente reclusa
in un suo universo sadomasochistico.Se
la si sottrae ai dipartimenti di ameri
canistica e la si accosta a Dante e a
Baudelaire,la sua componente barbarica
e la diabolicita'dei suoi gesti d'imperio risaltano in tutta evidenza.
Blake e Spenser le prestano mano nel
determinare la disfatta del protestante
Wordsworth per opera del pagano Coleridge.La poesia di ED ricorda la stanza contrattile de Il pozzo e il
pendolo di Poe,al tempo stesso camera di tortura e agone di prove supreme.
Ci troviamo nel sepolcro uterino del
chiuso universo decadentistico.
utente anonimo

#3   28 Febbraio 2006 - 01:02
 

...sono d'accordo su molte cose che dici, anonimo, ma la mia chiave - a differenza della tua, credo - è in positivo. "parole conficcate dentro i versi con tale forza...ecc. ecc. Anche io la sento così, Emily, una conficcatrice di chiodi dalla capocchia di diamante che lei riesce a fare penetrare in una parete di acciaio.
E può farlo solo grazie a uno spasimo visionario di eccezionale intensità...eh, si fa presto a dire "una vita senza eventi...chiusa nella sua stanza..." E quelle nascite allora? Quei parti? Quello stillare parole come succhi o essenze?

E tralasciando gli eccessi del raffronto sadiano, vanno benissimo "la componente barbarica e la diabolicità dei suoi gesti d'imperio" che io ho sempre avvertito in lei con chiarezza.Come del resto nell'altra grande Emily, che un po' le assomiglia, se non altro nella CREATIVITA'FEROCE .. Inevitabile il richiamo a Blake e allo splendore visionario di certe immagini, la sua mania degli insetti visti alla lente d'ingrandimento, piccoli esseri perfetti ma un po' sinistri e non privi di qualche beffarda inclinazione...

Exhiliration - is within -
There can no Outher Wine
So royally intoxicate
As that diviner Brand

The Soul achieves - Herself -
To drink - or set away
For Visiter - Or Sacrament
.............................
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#4   28 Febbraio 2006 - 12:30
 
"spacca l'allodola,
troverai il canto.."
utente anonimo

#5   28 Febbraio 2006 - 14:22
 
Da riordinare,: il 2 diventi 1,l'1 diventi 2 a commento dell'1 (del 2 divenuto 1 si denunci l'autore,che senno' vado a forza a pensare che l'abbia scritto un buontempone che fa centoni)Fatto questo ,che sarebbe quella cosetta modesta in marroncino?un ritaglino a straccio per una gaddata spectacular ? una bell'esca per avere anche il 4°commentatore?(4 ,sei un simpatico:e forsanche un viatico, ma verso Saint Beuve,cosi' si ritorna al 2 che divento' 1)

(Nota 1 e unica: Ai lake district poets W+C,che stan li' a cavalcioni di catalogo, si aggiunga Southey,miserello battista sempre trascurato,cosi' la panoplia delle confessioni e' agevole del tutto,e il tutto stara'comodo nel solito conversation piece)


Uno.
utente anonimo

#6   28 Febbraio 2006 - 16:00
 
526

To hear an Oriole sing
May be a common thing-
Or only a divine.

It is not of the Bird
Who sings the same,unheard,
As unto Crowd-

The fashion of the Ear
Attireth that it hear
In DUn,or fair-

So whether it be Rune,
Or whether it be none
Is of within.

The "Tune is in the Tree"-
The Skeptic -showeth me-
" No Sir" In Thee!"

( per Ester)
utente anonimo

#7   28 Febbraio 2006 - 16:36
 
Southey meriterebbe ancora alcuni colpi
di gatto a sette code.Per non aver mai
saputo scrivere.Coleridge si limito'a
dividere con lui l'alloggio.,a Greta Halle Wordsworth non aveva alcuna stima
della sua poesia.
Piu' noto cone bibliomane che qual pantisocrate,non merita di star a cavalcioni
sopra.
utente anonimo

#8   28 Febbraio 2006 - 22:07
 
Siete dei vasi cinesi della dinastia Ming dove nessuno mettera' mai un fiore dentro ne' reciso giammai vivo nella sua terra.

Belli siete e preziosi, ma inutili.
La gioia di vedervi e leggervi si esaurisce, la vostra bellezza svanisce nel vostro frantumarsi quando nel vano tentativo di trovar altri sensi entrate in risonanza e cadete in mille pezzi.

Frantumi, disordine, confusione.

Cosa rimane? polvere e cocci da gettar nel pattume.

Meglio fare i vasi, silenti, meglio.
utente anonimo

#9   01 Marzo 2006 - 08:43
 
Uomo/donna d'ordine?
Homo hoeconomicus?
foemina hoeconomica?
Vasaio/a?- magari muto/a?
Ognuno e' cio' che e'.Chi vaso Ming,
chi vasaio di Samo.

utente anonimo

#10   01 Marzo 2006 - 12:45
 
Insieme a te non ci sto più , guardo le nuvole lassù
Cercavo in te la tenerezza che non ho
La comprensione che non so trovare in questo mondo stupido
Quella persona non sei più , quella persona non sei tu
Finisce qua , chi se ne va che male fa!
Io trascino negli occhi dei torrenti di acqua chiara
Dove io berrò , io cerco boschi per me
E vallate col sole più caldo di te!
Insieme a te non ci sto più guardo le nuvole lassù
E quando andrò devi sorridermi se puoi
Non sarà facile , ma sai, si muore un po' per poter vivere
Arrivederci amore ciao le nubi sono già più in là
Finisce qua , chi se ne va che male fa!

E quando andrò devi sorridermi se puoi

non sarà facile ma sai si muore un po' per poter vivere !
arrivederci amore ciao ........
arrivederci amore ciao.........
arrivederci amore ciao........

utente anonimo

#11   01 Marzo 2006 - 23:36
 
O ceramista o ceramografo:senno' pure lui pantisocrate.
Quanto ai colpi di settecode,sara' il nostos,sara' l'oikos,sara' l'ecpirosi fatale,ma ci par un bene che se li becchi il toto' merumeni,gia' su dispense per il primo anno di corso,quale 2,e fuori di sparadello del tutto ,quale 7. ( e se ha altri aneddotini sul menage dei due, ce li faccia dire dal Words,che e' na linguaccia)


Un Berliner.
utente anonimo

#12   02 Marzo 2006 - 09:07
 
"in verita' derido l'inetto
che si dice buono perche' non
ha
l'ugne abbastanza forti"
(toto' merumeni)
utente anonimo

#13   02 Marzo 2006 - 10:24
 
uhmmmm bisognerebbe leggere i commenti, per ora ho letto solo il post, quella distanza è forse rigorosamente il nostro abisso
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#14   02 Marzo 2006 - 13:30
 
affidabilissimo,e servizievole,il 12,gia'9,7,2.metti che mi(ci) venga voglia di parlar di conserve in tetrapack,e non tardera' manco un secondo a leggermi(ci) tutta l'etichetta:buono per presbiti!


Un Wiener
utente anonimo

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