Esterhazy

"IL MIO BUON PADRE ERA PARTITO A GALOPPO IN UNA PIANURA BELLISSIMA"
giovedì, 23 febbraio 2006


SIMILIS SIMILIBUS…
Ma che m'importa degli imbecilli? Non è a loro che parlo.
(Sade, La filosofia nel boudoir)

Accettare o rifiutare Sade, essere d'accordo o in disaccordo con le dissertazioni dei suoi libertini, è un falso dilemma, o meglio: è l'alibi a cui ricorre qualsiasi rifiuto. Se Sade risulta inaccettabile, è perché viene misurato con la logica della praticabilità sociale. Ma Sade non parla alla collettività, bensì all'individuo, e lo invita a incontrare, pericolosamente, la parte di sé che egli stesso considera inumana.

Non si può eludere (o tradurre in positivo) la violenza lucida del suo pensiero, come non ci si può sottrarre alla violenza fredda degli uomini. Non è Sade che ha inventato gli assassinî, le mostruosità o gli abusi di potere (di cui, peraltro, ci ingozziamo, senza problemi digestivi, ogni giorno): ha voluto solo investigarle, e fino in fondo, e nel più profondo. Ciò che non finisce mai di turbare le nostre coscienze.

 

postato da Esterazy alle ore 23:10 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
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Commenti
#1   24 Febbraio 2006 - 00:46
 
Trovo Sade è uno dei "moralisti" più accaniti ma solo nelle sue opere migliori come le "Sventure della virtù", dove l'esposizione è (necessariamente date le condizioni di scrittura)sintetica e agile, armonizzata da una tagliente ironia, riesce a non essere noioso pedante e falso (come tutti i moralisti): Comunque una conferma che i pervertiti sono i migliori moralisti (che significa anche che i moralisti sono i peggiori pervertiti)
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#2   24 Febbraio 2006 - 09:20
 
io non ho mai letto sade ma è ovvio che la nostra vita fa continuamente i conti con una rimozione collettiva, che pretende di diventare individuale ...
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#3   24 Febbraio 2006 - 10:40
 
un modo banale per rifilare la filosofia a chiunque o la composta coazione ad infilare le pratiche da boudoir ovunque, a ciascuno la scelta.
utente anonimo

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