Accettare o rifiutare Sade, essere d'accordo o in disaccordo con le dissertazioni dei suoi libertini, è un falso dilemma, o meglio: è l'alibi a cui ricorre qualsiasi rifiuto. Se Sade risulta inaccettabile, è perché viene misurato con la logica della praticabilità sociale. Ma Sade non parla alla collettività, bensì all'individuo, e lo invita a incontrare, pericolosamente, la parte di sé che egli stesso considera inumana.
Non si può eludere (o tradurre in positivo) la violenza lucida del suo pensiero, come non ci si può sottrarre alla violenza fredda degli uomini. Non è Sade che ha inventato gli assassinî, le mostruosità o gli abusi di potere (di cui, peraltro, ci ingozziamo, senza problemi digestivi, ogni giorno): ha voluto solo investigarle, e fino in fondo, e nel più profondo. Ciò che non finisce mai di turbare le nostre coscienze.
