COPPIE
Nel suo cursus amorum si ripete con innegabile ricorrenza il personaggio dell’uomo carico di anni e di esperienza, severo ed esigente, che posa gli occhi – i suoi begli occhi astratti e distratti – sulla fanciulla .
Il “Vecchio Sapiente”? Il “Vecchio illuminato”? “L’iniziatore”?
La sua secchezza sapienziale –
La sua aridità sentimentale –
La pungente ruvidità della sua tenerezza –
La sofisticata sottigliezza del suo Eros, un eros che non invade ma scortica e brucia. E lascia il segno.
Contrariamente a quanto si potrebbe credere con una troppo facile associazione, l’attrattiva di Lui agli occhi di Lei non è tanto quella del Pater quanto quella del Magister.
Thamar ai piedi di Jaakob : acerba idolatra a cui si schiudono gli scenari della spiritualità, ma che nondimeno non può staccarsi dalle ginocchia di lui. La rivelazione dello Spirito passa attraverso il suggello inestinguibile dei corpi.
Lui, il Magister, le concede il privilegio della sua parola e insieme la rigetta: perché il Magister è anche Iudex
Bacchetta le mani tenere e , disgustato dalla imperizia e dalla barbarie di lei, spesso distoglie gli occhi. Ma, nella sua perizia, egli non scorge che è prigioniero della stessa rete.
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...sorridendo fra me , mi chiedo come farà lei, con il naturale avanzare degli anni, a trovare il suo magister, la cui età slitterà presumibilmente verso età sempre più tarde, degne di patriarchi. Oppure, come spesso accade, la vita darà uno dei suoi colpi di tacco, per cui si operano strepitose inversioni ( o è solo il cerchio che si chiude?), e un giovinetto, o addirittura un prodigioso Infante, sarà il suo ultimo Magister.
