BESTIAL PROLOGUE
L’uomo che certamente più l’amava al mondo la chiamava bestia. Qualche volta accadeva pure che gli sfuggisse l’epiteto in presenza di altre persone, e questo provocava un certo sconcerto. Quando poi gli astanti vedevano la reazione di lei – quel lievissimo e lento sorriso che affiorava sulle sue labbra - , lo sconcerto si trasformava in vago imbarazzo come quando capita di assistere a un gesto troppo intimo.
Era allora che ai più attenti si svelavano alcune particolarità di lei che, precedentemente, pur diffondendo una indefinibile inquietudine, venivano prontamente dimenticate.
- Ma certo! – mi dissi appunto io che rientravo in questo genere di osservatori. – Questa donna appartiene a quella specie ibrida fra animale e umana di cui ci parlano i miti e le fiabe.
Solo così in effetti potevano spiegarsi certi suoi tratti, e non solo fisici, ma anche del comportamento e del carattere. Per quanto di una femmina umana avesse, a un primo sguardo, i lineamenti e le forme, appena il suo corpo si animava di espressioni e movenze, la sua vera natura si palesava con provocante chiarezza per chi fosse pronto ad accoglierla, per chi fosse “avvertito”, insomma.
E qui farò una parentesi su che significhi essere “avvertiti”. Il discorso sarebbe lungo, né ho voglia di addentrarmi in elucubrazioni parafilosofiche o –tantomeno- pseudopsicologiche. Mi limiterò a dire che essere “avvertito” per me significa avere elaborato, per non so quale processo interiore, un livello di attenzione al mondo e ai suoi segni di portata non comune. Solo quando si cessi di vedere ciò che ci circonda come lo scenario consueto che fa da sfondo alla nostra miserabile vita quotidiana, solo allora potremo entrare nella “magica foresta” nella quale il nostro Io , dotato – come volle il buon Dio – di sensi e cervello prodigiosi , si addentrerà come l’Errante, il Wanderer delle leggende e delle fiabe. Spesso si dà una sfumatura spregiativa al termine visionario e si considera con sufficienza l’individuo a cui venga attribuito tale epiteto. Eppure la visionarietà spesso non è che una vista più acuta, a volte - per fortuna raramente - intollerabilmente acuta, la quale, lungi dal richiedere attributi prodigiosi o superumani, si può raggiungere mediante un atteggiamento di umiltà , unito alla coltivazione assidua e persuasa della capacità di ATTENZIONE.
(continua)