
cammino nel bosco ceduo. piove una strana pioggia che non sembra scendere dall'alto in verticale ma diffondersi per l'aria in orizzontale. come una vibrazione, o una colatura su un vetro. passo rapido e uniforme. il segreto è l'uniformità. è l'uniformità che genera il ritmo. e il ritmo una musica astratta come note su uno spartito. il terreno è fradicio, scivolo sulle foglie macerate miste a terriccio. piroetto una volta o due. riprendo il ritmo.
intacco il mondo con il mio corpo proteso, entro nello spazio come nella polpa di un frutto ben maturo. una pera granulosa e densa . è il suo succo che mi gronda sul viso.e io sono l'affilato coltellino da dessert che scivola dentro senza sforzo.
la pioggia non cade, si allarga . umetta e lubrifica la mia entrata nel mondo. un entrare che è un festeggiamento, un riconoscimento infinito
un riconoscimento infinito
