LADY INTO FOX 1.
C’è un libro che amo molto : è un breve romanzo poco noto, di un autore inglese della prima metà del Novecento, David Garnett; e il titolo del libro è “Lady into Fox”, tradotto non troppo felicemente in “La signora trasformata in volpe”.
E’ la storia di una metamorfosi : la signora Fox, coniugata Tebrick, durante una passeggiata nella campagna inglese in compagnia del marito, si trasforma, sotto gli occhi di lui, in una “piccola volpe di un rosso vivo” . Il signor Tebrick continua ad amare appassionatamente la moglie anche nella sua nuova forma; e il libro narra le vicende di questo rapporto che, pur essendo “meraviglioso”, viene descritto in tono molto dimesso e distaccato.
La cosa sottilmente conturbante della storia è appunto che all’inizio il signor Tebrick s’illude di poter continuare a vivere come prima, ad esempio ascolta musica con la moglie-volpe, le legge pagine del libro che prima leggevano insieme , gioca persino a carte con lei, anche se a un tratto capisce che essa è più interessata alle anatre cinesi nello stagno del giardino o alla colombella chiusa nella gabbietta.Non sono che le prime avvisaglie di ciò che fatalmente accadrà: ben presto Sylvia dà segno di una sempre maggiore insofferenza verso il ménage impostole dal marito. L’unica persona che sembra avere un certo ascendente su di lei è la sua vecchia nanny, la quale , dal momento in cui è avvenuta la metamorfosi, ha ripreso a rivolgersi a lei come a una bambina. La vecchia cerca persino di adattarle una giacchettina di seta blu, utilizzando un vecchio indumento di lei, ma la “signora” non solo lo fa a pezzi, ma lacera tutti i vestiti del suo guardaroba “ senza risparmiare neppure l’abito da sposa.”
Il processo di inselvatichimento di Sylvia sarà irreversibile. Essa tenta varie volte la fuga, gettando nella disperazione il signor Tebrick. A un nuovo tentativo di fuga lui la raggiunge e riesce ad afferrarla; lei si volta di scatto e gli addenta la mano mordendola da parte a parte. Il sangue scorre abbondantemente , ma lui neanche se ne accorge, perché tutti i suoi pensieri sono per la moglie.
“Restarono un minuto a fronteggiarsi, lui in ginocchio e lei a guardarlo, il ritratto della cattiveria impenitente e dell’ira. Così in ginocchio, il signor Tebrick era al livello di lei, e molto vicino, e il muso gli stava proteso quasi sul volto….
- Che cosa c’è Sylvia?- disse molto calmo. - Che cosa c’è? Perché ora sei così selvaggia? Se mi metto fra te e la tua libertà è perché ti amo. E’ un tormento così grande stare con me? –
Ma Sylvia non mosse un muscolo.”
Pur con disperazione, l’uomo capisce che non può più tenerla con sé e la lascia andare.
Mancano ancora circa trenta pagine alla fine. E sono le migliori.
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