MYTHOS
Il cane di Procri era un cane da caccia portentoso, abilissimo nell’afferrare tutti gli animali che voleva : per volere di Zeus nessuna preda poteva sfuggirgli , “una lancia non spiccava più veloce il volo, né un proiettile scagliato dal vortice di una fionda o una freccia sottile che scocca dall’arco” .
Nelle campagne presso Tebe infuriava una volpe , a sua volta portentosa, tanto veloce da apparire destinata a non essere mai catturata. Le si mise dietro il cane di Procri. I due scattarono tanto veloci che era difficile persino seguirli con gli occhi: ci fu un attimo in cui sembrò che il cane fosse riuscito a stringere la preda fra le fauci, ma se le ritrovò piene di aria mentre la volpe riprendeva a correre con rinnovata energia.
Era un paradosso senza possibilità di soluzione e allora Zeus risolse il dilemma tramutando entrambi in statue di pietra.
