Perversioni
Bambola, disse, bambola mia.
Le asciugò le due gocce vermiglie di vino che le scivolavano dalle labbra. Lei non sapeva inghiottire. Le raccolse con la punta delle dita e se le portò alla bocca, se la inumidì.
Sentì reagire le crepature dovute al freddo e al gelido vento del nord.
Bambola, bambola mia disse
Le scostò i capelli dalla fronte. La pelle sotto era brinata di minutissime goccioline madreperlacee. Le sfiorò con la punta dei polpastrelli e se le portò alle labbra.
Bambola, bambola mia, disse
Le liberò la gola dal colletto troppo alto. Infilò un dito nel tepore del collo,avvertì l’umido di un sudore inatteso.Non si aspettava che da lei emanassero umori. Volle sentirne l’odore.
Percepì un odore leggermente acido, ma non tanto da essere sgradevole, Aveva però quel residuo imponderabile degli odori che ci turbano, che immettono in noi uno scompiglio inaspettato, un sommovimento importuno.
Bambola, bambola mia, disse.
