Esterhazy

"IL MIO BUON PADRE ERA PARTITO A GALOPPO IN UNA PIANURA BELLISSIMA"
martedì, 26 luglio 2005

Madeleine 2.

Presto lascia la famiglia, finisce in carcere per vagabondaggio ; a chi le chiede il motivo del suo comportamento, lei risponde definendosi una “rinunciante”. Infine viene trasferita alla Salpetrière ,“tempio delle cure per isteriche”.

Nei lunghi anni passati alla Salpètriere si manifesta il risvolto mistico della esperienza di M. E’ evidente che essa, per dare un senso alto alla sua esistenza, incanala la sua sensibilità esasperata e iperreattiva, la sua creatività urgente e urente,  in una “invenzione” che corrisponda ai suoi bisogni più profondi senza esserne distrutta. E quindi non c’è dubbio : il suo essere come è e il non potere essere diversa, viene da Dio. Solo attribuendogli infatti una origine così alta, può giustificare a se stessa di avere rifiutato il piacere per salvarsi la vita.

Il percorso è obbligato : visioni estatiche, trance, catatonie, lesioni corporee  - autoinflitte o di origine psicosomatica? - , tutte le fasi insomma di un contatto sempre più intimo con “Dio”.

A quanto risulta dalla documentazione lasciata da Janet, M. collabora volentieri nel descrivere minuziosamente i suoi stati e le sue sensazioni, per cui paradossalmente poche descrizioni dell’orgasmo femminile sono così efficaci come quelle fatte da questa donna che ha “rinunciato" alla carnalità.

Prima tappa della Carta del Tenero : baci e fellationes….Assaporo dappertutto la soavità di questi baci. I godimenti nella bocca e sulle labbra sono continui, è impossibile paragonarli a qualsiasi altra cosa, è più dolce del miele…ho sulla bocca un sapore dolce e fresco, la mia lingua prova un piacere come non ne aveva ancora mai provati : questa dolcezza nella bocca è inebriante. Che liquore è questo che dolce e inebriante mi riempie la bocca? E’ come miele che non oso inghiottire, è come se mangiassi dolciumi, non ho voglia di alcuna leccornia, perché ciò che assaporo supera tutto quel che è possibile immaginare…”

E ancora :

‘Ho dolcezze enormi sulle labbra e, nel ventre che si stringe, scosse veramente divine… Ho dei fremiti in tutto il corpo quando Dio applica dappertutto le sue mani ardenti che fa scorrere dolcemente, impossibile definirlo, mi pare di svenire nel godimento che provo. Mi sento sempre più sollevata in aria, si direbbe che tutto il mio corpo si regga su una grossa corda che mi passa tra le gambe, e che questa corda comprima le parti che fa rientrare all’interno. Si fa qualcosa alla vescica, si pone un sigillo sull’apertura e il fastidio che si prova a urinare non è una sofferenza ma una voluttà… Provo troppo spesso, dentro e fuori di me, dei fremiti soavi, tanto particolari che mi riesce impossibile spiegarli...”.

(continua)

postato da Esterazy alle ore 13:41 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
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Commenti
#1   26 Luglio 2005 - 23:24
 
Solo una domanda: Perchè ?
Quale motivazione(i) (Ti) spinge a descrivere la condizione di Madeleine.Preferisco una non-risposta a qualcosa di "approssimato".E, credimi, la mia non è curiosità. Un saluto
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#2   28 Luglio 2005 - 14:15
 
Art, mi colpisce - e provo a condividerlo con altri mediante questi scritti - tutto ciò che , in qualche forma, mi provoca una reazione, sia emozione sia riflessione...
Ciao, sara
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