Madeleine 1.
Il dottor Janet, esimio psichiatra dell’ospedale parigino ‘La Salpetrière’ sullo scorcio del secolo XIX, avrà in cura per molti anni una donna, Madeleine, ricoverata con la diagnosi di “psicopatia spirituale a sfondo isterico”.
Janet annota con meticolosa cura tutti i dati del caso, ricavati sia dall’anamnesi che dalla osservazione diretta.
Dalla documentazione, conservata negli archivi della Salpetrière, si viene a sapere che Madeleine fin da bambina ha presentato anomalie evidenti nella fisiologia e nel comportamento: comincia a camminare molto tardi – a 9-10 anni – perché le gambe “ non la reggono”; cade continuamente senza che sia possibile individuare patologie di tipo muscolare o neurologico. Ha crisi frequenti di tosse e di vomito. Soffre di iperacusia, per cui “il minimo rumore la fa sobbalzare , la scuote dalla testa ai piedi, anche soltanto lo scricchiolio delle scarpe nuove o il fruscio di un ago nella lana.”
I malesseri – gravi fino alla perdita di sensi – provocati dai rumori si accompagnano all’orrore fobico del contatto fisico. Quando la sarta le prova un vestito, Madeleine è scossa da fremiti. Respinge radicalmente ogni manifestazione di affetto, baci e carezze, anche da parte dei genitori.
In seguito arriverà a confessare che il piacere che le davano i sensi ( specialmente mediante il contatto con altri corpi, il gusto di cibi gradevoli, l’ascolto di musica) era così violento da terrorizzarla.
Percepiva chiaramente che “quel” piacere poteva annientarla,disintegrare la sua identità…
Così fece una scelta di “sopravvivenza” : si priverà di ogni leccornia, berrà acqua, mangerà pane e non ascolterà MAI PIU’ musica.