Lavinia
Stanotte, dopo tanto tempo, è tornata a trovarmi Lavinia.
E pensare che credevo di avere definitivamente preso le distanze da lei.
Ascoltavo una musica strana, di un languore scandaloso che rasenta l’ossessione, nel ripetersi senza pudore del tema ; e lei ha bussato così forte, così forte che ho dovuto aprirle ( io non amo i fantasmi). Sentivo ancora la voce di chi me la presentò : questa è Lavinia, Sara.
- Che ha di speciale? – chiesi , pensando che non mi sentisse.
Lei e il suo brandello di vela di levante, la sua figura alta e magra che si piegava così agilmente quando durante la gita in barca le uscì dal piede lo scarpino.
C’è una gita cruciale nella storia di Lavinia, uno di quei “luoghi” magici dell’inesprimibile e del fuggente, un misto fra déja vu e premonizione, uno scambio , una distrazione fra passato e futuro.
Lavinia si macchiò di una colpa imperdonabile : non stare nei ranghi, non accontentarsi del ruolo destinatole, abbandonarsi al diabolico richiamo dell’orgoglio della creazione.
Creare nientemeno che la propria vita…..
