Rameau, le Hasard e le Plaisir.
Ascoltando le Pièces de clavecin di Rameau ancora una volta mi salta agli occhi l'assurdità delle periodizzazioni di tipo scolastico : come non riconoscere palpiti "romantici" nel lirismo dello style brisé e nella suspension di un clavecin che aspira a essere luth, ma che nello stesso tempo, nell'arpeggio del liutista, innesta un largo ventaglio di emozioni dal tenero al terrificante? Ascoltando queste pièces stupisce l'effetto quasi orchestrale, per cui il clavicembalo di Rameau sta a quello di Couperin come il fluido scrosciare di un ruscello dalle acque cantanti sta alla limpida e sonora scansione di una goccia su una roccia di cristallo - e non saprei quale sia l'incanto maggiore.
Les tendres plaintes...Les soupirs... Già i titoli portano lo stigma romantico, che d'altra parte - come in tanti autori successivi - non contrasta che in parte con la ossatura cartesiana di Rameau en philosophe, studioso fra i più profondi e acuti dell'Armonia e del piacere che da essa deriva. Nel Traité sur l'Harmonie egli ci dice cose mirabili sul piacere dell'armonia ( l'attenzione, centrale nella tradizione cartesiana per il suo portato antimetafisico, è la prima condizione del piacere...) , che , secondo R., è basato sul misterioso meccanismo della Consonanza fra il nostro sistema percettivo soggettivo e un determinato ordine armonico ; ed è il Caso, le Hazard, che trasforma questo incontro fortuito in una Agnizione,o riconoscimento di una struttura comune,da cui deriva l'onda emozionale e sensuale del Piacere.
E non è proprio questo il piacere , in ogni sua forma : ciò che sentiamo quando ci fulmina la vertigine del Ritrovamento, del Ricongiungimento?