Come in un cyanotype

Ricordo il blu di quella serata. Cielo pumbleo che dava nel blu. Ortensie blu.
E quella casa invasa da una luce blu
Persone cerimoniose e teatrali , homines moecanici del Settecento.
Anche una musica di fondo - ma non so più quale. So che si sgranava con il perlage di un carillon.
Posai la borsetta da qualche parte. Poi non la trovavo più. E seguii quella specie di Frantz de Galais attraverso stanze in cui schermendomi giuravo di non essere mai stata.
Attraversammo parecchi corridoi e salimmo persino scale...
Sempre immersi in quella luce blu.
Poi si arrivò ad una porta blu che si aprì con furtiva corrività. Me la trovai chiusa alle spalle ancor prima di sapere che l'avevo varcata.
Riflessi blu vibravano con consistenza elettrica. Veri e propri guizzi di blu. Vere e proprie sciabolate blu recidevano le sete delle tappezzerie e delle tende.
- Piovesse....- incongruamente dissi.
- No. Meglio così. - rispose.
