Gerico
Nel luminamento misterioso di un Amore ci sono parole-chiave che come gli spiritelli che Cavalcanti inviava alla sua donna, portatori dei suoi sospiri e dei suoi spasimi, hanno una loro perentoria fisicità . Esse come minuscoli corridori fanno la spola fra i due amanti a ravvivare una languidezza, spianare un cruccio, far sbattere una palpebra, vellicare un labbro, soffiare delicatamente su un bruciore sommerso, recare un odore….
Così, nello spazio quotidiano fattosi improvvisamente vuoto di suppellettili e di corpi, nella luce diventata da crepuscolare a meridiana, nel silenzio spalancatosi abissalmente nel falsopiano dei rumori abituali,
quella parola – innocente nella sua inapparente densità di significato –
risuona come le trombe di Gerico.
