Esterhazy

"IL MIO BUON PADRE ERA PARTITO A GALOPPO IN UNA PIANURA BELLISSIMA"
mercoledì, 30 marzo 2005

 

                                  Variazione sull'immagine in fondo al pozzo

...Paragona Auschwitz a un profondissimo pozzo oscuro alla cui sommità si è affacciato per seguirli durante la loro caduta; ma sporgendosi quello che può vedere è soltanto un buio assoluto dove ogni immagine si confonde nella più totale oscurità.

E posto che un debole raggio di sole possa penetrare quel nero profondo, apparirebbe dal fondo del pozzo soltanto la superficie riflettente dell'acqua stagnante e su quell'immagine incerta lievemente mossa, apparirebbe certamente la sua figura che si affaccia dalla sommità del pozzo.

Dunque Auschwitz è un'immagine riflessa, si dice, e lo sforzo che sta compiendo è ripagato soltanto dall'apparizione del suo volto che scruta il buio e finisce per incontrare se stesso ; cerca Auschwitz e trova se stesso.

Le variazioni Reinach, Filippo Tuena

postato da Esterazy alle ore 12:23 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
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Commenti
#1   30 Marzo 2005 - 13:25
 
ho aperto il tuo blog per scrivere ue riche di commento al post prima che avevo letto stamattina e che mi ha seguito un po nei pensieri, mentre pedalavo nel centro della mia città, perchè i blog sono anche questo un dialogo continui dato da questi stimoli multifomri e continui ... io e te non ci siamo mai visti e sappiamo di noi tanti pensieri ... ma vengo al dunque, auschwitz, uno dei pochi libri che ho letto è "il concetto di dio dopo auschwitz" di jonas anche lì c'è l'idea di Auschwitz come "concetto limite" come concetto che impedisce al normale armamentario di spiegazione del mondo di funzionare e che ti impone di rivederlo quell'armamentario, l'idea di dio completamente impotente è l'unica che sono riuscito a fare mia grazie a jonas, grazie a quel luogo limite che è auschwitz che impone di rivedere il mondo e te stesso quindi, sì
quanto al loro non sapevano, perchè ce lo chiediamo? a noi sembra naturale non sapere il domani? il fatto che quella cosa è stata così abissale che pare impossibile quasi che non sia stata segnata da qualche parte prima, e forse questo crea uno scarto, "loro non sapevano" mi viene in mente l'epilogo di guerra e pace - sai esterazy quando uno ha letto pochi libri continua a citarli - e alla illusione di una nostra libertà nel breve periodo che poi quando ci giriamo e guardiamo indietro vediamo che tutto era necessario. io non so - ora capisco tra l'altro che ti lascio questa montagna di parole inconcluse solo per indulgenza verso me stesso ma forse questo è un bene -
ciao
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#2   30 Marzo 2005 - 20:47
 
le parole inconcluse, hladik, sono per me sicuramente le migliori....
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