
....Da dove veniva? Da quanto tempo era prigioniera di quella trappola trasparente e perenne? E, a pensarci bene, era reale?
La giovane donna imprigionata sotto il ghiaccio sembrava fragile e tenera come un sogno. Il fulgore della sua chioma d'oro risplendeva come fiamma di torcia.
Le sue palpebre, benché chiuse, lasciavano trasparire il blu gelido degli occhi, come se l'usura del ghiaccio avesse reso diafana la tenue pelle che proteggeva lo sguardo. Il suo viso era bianco come la neve.
Yuko la guardò in silenzio, soggiogato da tanta bellezza.
(Maxence Fermine, Neige)
