OGGETTI 2
[Mi ha sempre colpito – fin da bambina, ricordo - il persistere, dopo la morte di una persona, degli oggetti che le sono appartenuti nella più stretta intimità, magari per lunghi periodi.
Per esempio le scarpe. Ho intuito la limitatezza umana assai precocemente, scorgendo in un angolo della stanza le scarpe di una persona morta nella notte. Erano assolutamente le stesse scarpe, indossate da lei il giorno prima, con i lacci ricadenti in quel preciso modo che lei li aveva allentati.
Imperturbabili. Niente più di quelle scarpe materializzò la sua morte.]
Niente ricorda i morti come le loro scarpe, che , immobili sul pavimento, o su una mensola, o in un armadio, così come sono state lasciate, aspettano, immemori e imprevidenti, di essere di nuovo calzate. Esse sono le immagini più compiute di un’assenza, dell’Assenza.
