Tempo fa, ascoltando una incisione di un concerto live di Glenn Gould (era un concerto di Brahms) mi sono resa conto a un certo punto che anziché seguire i formidabili polpastrelli di Glenn che mi diteggiavano l’anima, avevo incominciato ad essere distratta da dei colpi di tosse che la registrazione aveva rilevato con tecnologica esattezza. Dapprima ne sono stata quasi stupita, irritata , infastidita, poi a poco a poco quei colpi ora secchi ora affannosi, resi angosciosi dall’evidente tentativo di trattenerli e di soffocarli, hanno guadagnato quasi completamente la mia attenzione.
Nelle pause, non molto lunghe fra loro, li aspettavo, ne notavo la varietà ,ci percepivo ora il singulto lo spasimo della gola martoriata, ora il rivolo di catarro che la ingrossva, ora il soffoco di una mano che invano tentava di attutire il rumore….di un colpo la situazione iniziale si era rovesciata, era quella tosse l’elemento primario che polarizzava il mio ascolto e la musica si allontava sullo sfondo, come un accompagnamento impersonale, anonimo.
Con una vertigine quella tosse mi ha dato il tempo della vita umana , più della musica, nella sua empirea atemporalità.
Così mi è accaduto di nuovo ascoltando questa volta arie barocche eseguite alla viola da gamba da Jordi Savall. Si avvertiva sulla musica in modo quasi clamoroso il respiro dell’esecutore, un respiro pesante, molto maschile, a tratti quasi ansimamte, che faceva pensare a un abbraccio amoroso dell’uomo con il suo stupendo strumento. Per contrasto pensavo all’altro suono umano molto nettamente percepito nelle Goldberg dell’ 81 di Glenn Gould : il suo canterellare ascetico, autistico, di uomo chiuso nella sua “fortezza vuota”. Così diversi fra loro quei due segni rimandavano a umanità molto diverse fra loro, a passioni diversamente vissute, a idee del mondo opposte ma complementari.
Certamente i due Grandi hanno volutamente lasciato che quei suoni umani “sporcassero” le loro esecuzioni, pure così spasmodicamente tese verso la perfezione…
Ma è proprio l’unghiata d’imperfezione che rende irresistibile la perfezione.
E allora...il Paradiso sarebbe tale solo perché c'è stata una Caduta?
