«Il mio Heinrich, il mio armonioso, il mio giardino di giacinti, la mia aurora, il mio crepuscolo, il mio oceano di dolcezza, la mia arpa eolia, la mia rugiada, il mio arcobaleno, il mio piccolo bimbo sulle ginocchia, il mio cuore caro, la mia gioia nella sofferenza, la mia rinascita, la mia libertà, la mia schiavitù, il mio Sabba, il mio calice d'oro, il mio calore, il mio pensiero, il mio aldilà ed il mio quaggiù desiderati, il mio peccato diletto, la consolazione dei miei occhi, il più caro dei miei affanni, la più bella delle mie virtù, la mia fierezza, il mio protettore, la mia coscienza, la mia foresta, il mio splendore, il mio casco e la mia spada, la mia generosità, la mia mano destra, la mia scala celestiale, il mio San Giovanni, il mio cavaliere, il mio tenero paggio, il mio puro poeta, il mio cristallo, la mia sorgente di vita, il mio salice piangente, il mio maestro e signore, la mia speranza ed il mio fermo proponimento, la mia costellazione prediletta, la mia piccola tenerezza, la mia fortezza incrollabile, la mia felicità, la mia morte, il mio fuoco fatuo, la mia solitudine, la mia bella nave, la mia vallata, la mia ricompensa, il mio Werther, il mio Lete, la mia culla, il mio incenso e mirra, la mia voce, la mia nostalgia, il mio specchio d'oro, il mio rubino, il mio flauto di Pan, la mia corona di spine, i miei mille miracoli, ti amo al di sopra di ogni mio pensiero....La mia anima ti appartiene. P.S. La mia ombra a mezzogiorno, la mia sorgente nel deserto, la mia cara mamma, la mia religione, la mia musica interiore, il mio povero Heinrich malato, il mio agnello pasquale, tenero e bianco, la mia Porta del Cielo." Credo che sia la più bella lettera d'amore che sia mai stata scritta. L'ha scritta Henriette Vogel, la notte precedente al suicidio messo in atto con Kleist, sulle rive del Wannsee.
| ||||||||||||
