Irresistibile bisogno di fissare con le parole questo sogno, il sogno di stanotte.
In cui l'oggetto del mio straziato amore era un insetto,una specie di grosso calabrone che , malgrado ogni cura, si deteriorava sempre più fino ad apparire condannato alla dissoluzione.
Dall'ambiente in cui ci trovavamo - una specie di atelier in cui però stavano anche armadi di abiti miei - volevo, come di abitudine,portarmelo a casa - e allora diventava una specie di neonato tenuto delicatamente tra panni;
ma questa volta sembrava impossibile. Il suo corpo si era spezzato, frantumato, tanto che un inserviente - o assistente - sorto dal nulla lo aveva infilzato con uno stecchino per tenerne unite le parti. Chiedevo ansiosamente se così "sistemato" poteva sopravvivere, se le parti potevano "riattaccarsi"...
Risposte vaghe, però lui era vivo. Alla fine dovevo prendere in considerazione l'idea di lasciarlo lì, di non portarmelo più a casa.
