Inattaccabile...
Inattaccabile – anzi a volte pure infastidita - da tutta la retorica che si fa sul “lato in fiore” che ognuno avrebbe dentro di sé, sono sempre invece notevolmente toccata quando inaspettatamente e casualmente ( ah, il caso…vero sale della vita!) mi si rivela il lato degradato di una persona, conosciuta o sconosciuta che sia.
Parlo di quel degrado figlio della spossatezza, quando la miserabile farsa che l’Io sostiene con se stesso crolla, e con essa tutte le strutture del Teatro di Cartapesta.. Allora si giace, innocenti come neonati, con le coscette spalancate e le labbruzze sporgenti a cercare la gocciolina di buon latte stillante.
Falde o scaglie di misteriosi fondali, che emergono all’improvviso; crepature su vernici stratificate; soffi di animalità in corpi che non sembrano quasi neanche più umani. Allora intravedo la creatura.
E una strana sensazione che non ha niente di condiscendente, e neanche di solidale. Una voglia piuttosto di mettersi a ridere insieme, di se stessi e del mondo.
