III.
Inorridì,la madre,ma poi,calcolando costo e beneficio,si convinse tosto che se il costo era liberarsi dell’Unbegus,il liberarsi dell’Unbegus era anche il beneficio,e negoziò col Fanete l’affido.Ed allora il Katgnis parlò:-Madre Crudele,Madre crudele,Madre crudele,dammi al Fanete ed io non vedrò l’autunno,chè allora costui mi farà sbranare e cucinare con l’assafetida ed il belzuino dalle sue accolite,ubriache di idromele,e vino e birra d’edera,e tutto ciò sol per ingraziarsi
E ciò tutto diverrà il Kuklos della scrofa Crommionia (alias Fea),l’inedito perenne del Fanete,che narra del parasole del Re-Pernice,il quale contende ad Ermete l’invenzione del succhiello per attizzare il fuoco,che è simulazione di magia fallica,poiche’ il succhiello(maschile) rotea nel ceppo (femminile)…..etcetcetc.
Il Katgnis così profetizzò per ore ed ore,e venner nominati :il Frammento de I Segugi,di Apollodoro;il commento di Filargirio all’Egloga V di Virgilio,il Mito di Toth , (apocrifo del Mann),la città di Zostero in Attica,il monte Stinfalo,il Falsario del Calcinaccio,e infine la statua del Tarassippo,che spaventava i cavalli impegnati a curvare e li faceva tirar diritto,così mandando a morte l’auriga e il suo coequipier.
La madre ascoltò,e ammirata,chiese:Unbegolo,chi fu a donarti lingua così rotonda,se non un Dio? Marduk Babilonese?Ofione il Pelorico?le Trie del Parnaso?Il katgnis dapprima rispose:
"How many merry monthes be in the year?There are thirteen,I say".
Poi aggiunse :
"tzetze’ kiuriò acmèn labèg dnasàn."
Ma infine ammise:
Oh madre,mi leccaron le orecchie i serpenti per ventotto giorni,ed è perciò che sono quel che sono.
La madre s’inorgoglì,quel figlio avrebbe ricreato spiriti,si disse,e lo volle lodare appo il Fanete (forsanche per spuntare maggior guiderdone),ma il Fanete non era più lì.La donna stupì,si guardò intorno,cercò ,ma nient’altro vide che una tavoletta scritta:dunque la raccolse e lesse: questo era il messaggio,e il messaggio era di pugno del Fanete:
”Questa e’la voce chioccia d’un verdetto! Il ventare della storia che turbina ecco che oltrepassa l'avventura di un uomo al singolare! Ceralacca rappresa dica d'altri giorni mossa l'ariosa fame,la curiosa rosa, il fremere di petali affossato nel pallore del nulla!Incenerisca sul focolare di una pietra inerte anche l'ultima brace! E in te resista quanto a lungo potra'pulsare stento il battito del polso,il risonare languente.”
E lesse ,la madre,e lesse ancora la sacra pinake,per venirne a capo,e poi la rigiro’:e sul verso trovò segni ancor più oscuri,che le sembraron tuttavia esser una invocazione al figlio suo mago:
Oh Katgnis Unbeg,MVBAC,pP.
