Esterhazy

"IL MIO BUON PADRE ERA PARTITO A GALOPPO IN UNA PIANURA BELLISSIMA"
venerdì, 16 maggio 2008



Ci salverà la Bellezza?


Ho sempre pensato di sì, credo che la Bellezza possa salvare.

Sicuramente salvarMI. Fermo restando che ho una idea mia della bellezza che non so quanto possa coincidere con quello che intendono altri con questa parola.


La bellezza non è qualcosa che sta FUORI di noi , in cui ci imbattiamo, per caso o anche no, ma che comunque esiste in qualche modo indipendentemente da noi. Il riconoscimento della bellezza e la conseguente emozione è un atto che include un coinvolgimento attivo da parte del soggetto, per cui in un certo senso la bellezza non si fruisce mai passivamente, non si riceve come un'ostia, la bellezza si crea ogni volta che s'incontra e SI RICONOSCE.

La bellezza infatti non è sempre di facile decifrazione. Il bello è a volte - per non dire sempre – coperto, elusivo, non appariscente


La contemplazione della Bellezza per essere rigenerante e salvifica non può essere un atto passivo consistente nel solo ricevere, ma include tutto un percorso di sub-fasi minimali (la cui durata in termini di tempo misurabile è irrilevante, e quindi possono anche essere istantanee) che vanno dal riconoscimento – indefinibile sussulto, vibrazione semantica – al labor della penetrazione/interpretazione, fino all'estasi lagunare dell'appropriazione/contemplazione.


In special modo la Bellezza dell'Arte è salvifica : per la possibilità che dà a un individuo di riprodurre con le sue forze, con i suoi strumenti – che la natura gli ha donato e che la passione gli ha affinato - , in una sorta di ontogenesi quell'evento creativo di cui altri uomini hanno lasciato la prima testimonianza tramite l'opera.


A chi tocca questa chance? A chi si apre questa porta dell'estasi e del risanamento che non ha niente a che fare con altre forme di “piacere” comunemente percorribili ( sesso, agonismo, conquista e altre soddisfazioni dell'Io che alla lunga risultano inappaganti , in quanto prive dell'unica vera via di accesso alla catarsi che è l'assenza di funzionalità e di utilità, il sublime Dis-interesse)?

Radiosa fioritura spontanea o paziente coltura?

Gratia dei o labor dell'uno?

Illuminazione o progressiva conquista?


postato da Esterazy alle ore 20:00 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
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Commenti
#1   16 Maggio 2008 - 21:24
 
ai posteri-ori l'arduina risposta
utente anonimo

#2   17 Maggio 2008 - 00:31
 

...anonimo, sforzati. So che puoi fare di meglio.
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#3   20 Maggio 2008 - 22:43
 
Riflettere su qualcosa significa già perderla. Così avviene per la giovinezza e per la Bellezza. Forse perché essa è .
Ogni attributo dell'essere ogni ipotesi ne sminuisce la veridicità.
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#4   21 Maggio 2008 - 17:10
 
ovviamente, non sarà la bellezza a salvarci, e né altro che si possa immaginare, ché il cammino collettivo è dato e percorrerlo è inevitabile, seppur con disgusto.

su che sia la bellezza mi è ostico dire, come su qualsivoglia cosa opinabile, e dunque non so se possa personalmente salvarci: forse si, ove la si identificasse con quel sublime Dis-interesse di cui parli con la consueta eleganza (bellezza?) ma che dista anni-luce dalla nostra palude occidentale ed alla quale, forse, solamente un eremo può avvicinarci.

è come quando si parla sapendosi, senza bisogno di sottolineare dettagli, ma non potendo impedire che l'acqua svolti nella strada e sommerga, com'essa ha da fare.

un saluto sempre caro dal vecchio
mario
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