Esterhazy

"IL MIO BUON PADRE ERA PARTITO A GALOPPO IN UNA PIANURA BELLISSIMA"
sabato, 10 maggio 2008


UNA STORIA DI AMORE

ATTO TERZO

“COME SEMPRE”


E' commovente vedere come sia ancora lui a gestire il re-incontro, dopo quei maledetti 20 anni di distacco. In questo tempo era successo l'evento più tragico, certamente il più drammatico ( nel senso proprio del termine) che possa accadere fra due amanti : il collocarsi lui nel campo dei carnefici, lei in quello delle vittime. Eppure.

Lui dettaglia le modalità dell'incontro, come la prima volta : cara H, fai questo, aspettami là, vieni a quest'ora. Lei ubbidisce. Persino quando lui decide di coinvolgere questa volta nella relazione la moglie, alla quale lui, con la straordinaria forza impositiva del suo carisma, assegna il ruolo di colei che doveva purificare il “dono” ( cioè l'amore rinato per la giovane amante di un tempo) dalla macchia impressagli dalla clandestinità . Le due donne devono conoscersi, parlarsi, accettarsi. Soffrono molto, si capisce, ma non si ribellano.

C'è chi dice che l'atteggiamento di lui, la sua patetica gioia nel recuperare quell'amore e nel dargli dignità eterna, fosse in realtà dettato da bieco calcolo opportunistico, nel senso del vinto che conta sull'appoggio affettivo del vincitore per una sua propria riabilitazione. Ma questa visione un po' ristretta risulta molto poco coerente con la personalità dell'uomo. Gli avrebbe mai consentito il suo diabolico orgoglio, la considerazione immensa di sé – a cui non servivano i riconoscimenti esterni per sussistere – di ricorrere , per riscattare se stesso a gli occhi del mondo, al prestigio di una donna che lo aveva “venerato” e che, a quanto pareva, lo “venerava” ancora ?

Chi vede una motivazione opportunistica in un legame del genere non riuscirà mai a penetrare nel fondo di certe relazioni umane, non capirà mai le ragioni del Malgrado, del Nonostante, dell'Oltre.

In realtà, lui ha l'aria persino stupita quando lei riappare da un altro continente – in cui si è conquistata prestigio e notorietà grazie al vigore e alla originalità del suo pensiero. Eppure lei gli dice che tutte le sue idee erano nate dagli insegnamenti di lui :"Questo non avrei potuto pensarlo, ammesso che ci riesca, senza le cose che in gioventù ho imparato da te" E quando pubblicherà il suo libro di spessore filosofico ometterà la dedica ma a lui privatamente scriverà un toccante biglietto:
“Noterai che il libro non reca nessuna dedica. Se le cose tra noi fossero andate per il verso giusto - intendo dire tra e non per me o per te - ti avrei chiesto di potertelo dedicare ; ha cominciato a prendere forma dai primi tempi di freiburg , e ti è debitore, sotto ogni aspetto, di quasi tutto: Così come stanno le cose, mi è parso impossibile dedicartelo; ma volevo almeno dirti, in un modo o nell'altro, qual è la pura realtà dei fatti."

In ogni rapporto, per quanto profondo sia, non mancano comunque risvolti collaterali : doppi e tripli binari in cui il soggetto si chiede quanto sia assolutamente immacolato il proprio sentire nei confronti dell'altro, quanto ci sia di autoimposto per una forma di coazione affettiva, per un bisogno insopprimibile dell'io , spinto dalle sue carenze primordiali. Lei in una lettera a un amico di cui si fidava confesserà :

” Lo so quanto sia insopportabile per lui che il mio nome appaia in pubblico, che io scriva libri, ecc. Per tutta la vita io l'ho praticamente imbrogliato, comportandomi come se tutto questo non esistesse, e come se per così dire non fossi neanche capace di contare fino a tre, tranne quando si trattava d'interpretare le sue stesse cose : allora per lui era sempre molto gradito che si vedesse che sapevo contare fino a tre, e certe volte fino a quattro. Ma improvvisamente l'imbroglio mi è venuto a noia, ed ecco che mi sono presa un pugno sul naso...sono dell'opinione che in qualche modo me lo sono meritato...”

Se non sorprende il fatto che lui la pensasse come la sua musa ma non necessariamente come una sua pari sul piano intellettuale, può sconcertare il fatto che lei , in fondo, accettasse la cosa.

Ma le contraddizioni, e neppure i rinnegamenti, hanno mai intaccato un certo genere di vincoli.

Molti anni dopo, da vecchi ( lui vecchia, lui vecchissimo) useranno chiudere le loro lettere con una breve formula, prima della firma .

Wie gehabt.

Come sempre.


* storia liberamente immaginata sulla base di :

Hannah Arendt/Martin Heidegger, Lettere 1925-1975



 


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