Esterhazy

"IL MIO BUON PADRE ERA PARTITO A GALOPPO IN UNA PIANURA BELLISSIMA"
giovedì, 21 febbraio 2008



Dietrich Buxtehude, l'organista di Lubecca
( ovvero il naso di Cleopatra)


Come ben sanno i musicofili amanti del barocco il giovane Bach intraprese un lunghissimo viaggio ( a piedi, a quanto si sa) dalla Turingia fino a Lubecca per ascoltare il vecchio Kantor della Marienkirche , Dietrich Buxtehude . Del maestro il giovane Bach apprezzava lo stile che riusciva a fondere il rigore arcaico con robusti tratti innovativi. Il ventaglio sonoro ed emotivo della variazione dei toni e dei tempi. Il senso dell'architettura maestosa miracolosamente intrisa di leggerezza.

Fra l'anziano e il giovane la sintonia fu così profonda che il secondo si trattenne a Lubecca assai più del previsto; il vecchio cominciava già ad accarezzare l'idea di fare di lui il suo erede nella prestigiosa funzione di Kantor . C'era però un vincolo a quel lascito, inespresso ma non per questo meno cogente: era tradizione che il nuovo organista sposasse la figlia di colui al quale doveva succedere, proprio come era successo a Buxtehude che aveva sposato la figlia del suo predecessore .

Ora , negli angoli bui della storia ,si mormora che la non più tanto giovane Marianne Buxtehude avesse un nasetto decisamente vistoso , tale da rendere poco accattivante il suo visetto di prugna appassita. Bach non ce la fece, salutò l'organo della Marienkirche, Marianne e Lubecca. Se ne tornò ad Arnstadt, dove puntualmente dovette scontare di essere rimasto assente 4 mesi invece di 4 settimane.

Nelle pieghe del tempo lo attendevano Barbara e Anna Magdalena.


Se Marianne avesse avuto un bel nasino la vita di Sebastian sarebbe cambiata? Forse la sua biografia, non credo la sua opera, la sua arte. Bach è stato uno di quei geni in cui quello che oggi chiamiamo “amore” ha avuto poco a che fare con la sua sterminata potenza creativa. Questo non vuol dire che non abbia coltivato affetti e relazioni, ma semplicemente la sua arte pare “fatta di altra materia”.


Johann Sebastian Bach (Gustav Leonhardt) and 
Anna Magdalena Bach (Christiane Lang-Drewanz)
in " Cronaca di Anna Magdalena Bach" di Straub/Huillet
postato da Esterazy alle ore 22:43 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
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Commenti
#1   23 Febbraio 2008 - 23:12
 
Probabilmente la vita di Bach non sarebbe cambiata ma quella di Marianne in peggio sicuramente. A me le donne nasute son sempre piaciute....A proposito hai ascoltato l'Oeuvre d'orgue di Buxtehude (Harmonia Mundi)eseguita da René Saorgin ? Mi piacerebbe sentire il Tuo parere.
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#2   25 Febbraio 2008 - 17:27
 

...art, conosco saorgin dagli anni novanta e trovo che sia ammirevole la sua capacità di coniugare la solennità con la leggerezza, la robustezza con la grazia.Un modo di suonare mai e poi mai enfatico, cosa non comune negli organisti. Intrerprete ideale perciò di buxtehude.
io del resto sento così tutta la musica barocca, contrariamente a molti : asciutta, rigorosa, molto limpida, ascendente ma non ascetica, tonificante come l'aria di alta montagna.
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#3   25 Febbraio 2008 - 18:39
 
condivido e aggiungo che in certi passaggi Saorgin mi suscità un'estraneazione, "un' alterità spazio temporale",evoca (o forse induce,) un atmosfera sospesa.... solo in certo Gregoriano, ascoltato dal vivo in monasteri, ho provato questa sensazione che mi accorgo non so neppure descrivere o comunicare.
Per la musica "Barocca""tutta" forse per me è una parola grossa ma molta produce gli effetti che descrivi.... come se un dialogo interno (basso continuo) con ogni strumento nelle sue varianti (persino civettuole apparentemente) raggiungesse delle alte, limpide, semplici mete nello Spirito.
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#4   03 Marzo 2008 - 17:34
 
...mi segnalano e riporto scrupolosamente :
1. la signorina Buxtehude non si chiamava affatto Marianne ma Anna Margreta
2. i più aggiornati biografi escludono che Bach abbia conosciuto personalmente il grande organista durante il suo soggiorno a Lubecca. Si sarebbe limitato ad "ascoltarlo in silenzio".

Bene. Chissà poi da dove mi sono tirata fuori Marianne. Comunque l'aneddoto bachiano era solo un pretesto per una riflessione.
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