
Dirigismo
Il tentativo di dirigere la vita degli altri sembra incoercibile almeno quanto l'istinto di resistere ai tentativi degli altri di dirigere la nostra. Non è questo che in sostanza si chiama relazione affettiva? O vita sociale?
E poi, alla fine, quando pare si abbia “lasciato andare” gli altri, si approda a un'ulteriore lacerante stazione : vale a dire il tentativo – ricorrente nonostante i ripetuti fallimenti – che noi stessi facciamo di dirigere la nostra stessa vita.
Battaglie estenuanti, anche se poco appariscenti, che finiscono puntualmente in sconfitte, a breve o a lunga scadenza.
La lunga scadenza è in genere dovuta ad autoinganni che funzionano per coloro a cui non è toccato in sorte il “dono” genetico della perspicuità introspettiva. Oppure alla rimasticazione di filosofie o religioni sostanzialmente estranee alla propria identità storico-culturale, e quindi inattingibili.
Comunque, fra il braccio di ferro e gli scacchi, preferisco gli scacchi.
