(…e del resto l’irraggiungibilità non è peculiare della distanza, temporale o spaziale che sia…
Ci stiamo di fronte e gli orologi al nostro polso segnano la stessa ora; posso avvicinarmi a te tanto da vedere le piccole crepe agli angoli della tua bocca, la plica perlacea della palpebra – e ancora più vicino la quasi invisibile cicatrice sullo zigomo i pori della pelle e la geografia della barba rasata stamattina.
Posso dire di averti raggiunto?
Posso stringerti con le mie braccia, tenerti avvinto comprimendo il mio corpo contro il tuo come a volerlo penetrare.
Posso dire di averti raggiunto?
Posso mescolarmi a te in tutti i modi, immaginabili e non.
Posso dire di averti raggiunto?)