Esterhazy

"IL MIO BUON PADRE ERA PARTITO A GALOPPO IN UNA PIANURA BELLISSIMA"
martedì, 11 dicembre 2007

Elementary penguin  blogging Hare etc. (man! you should have seen them kicking...)

Lo dice il Kibédi-Varga,che è poi come se l'avesse detto il Riffaterre o il Bienveniste:

-in letteratura tutte le operazioni per soppressione ma anche per addizione "rivelano"-

il che(o la qual cosa),dunque,se  riattualizza il pensiero dell'autore sul piano dell'ethos autonomo,lo fa  svanire sul piano ecologico stretto( s'intende quello dello- scribo ergo....-),e ciò rappresenta un terribilissimo scacco,cioè a dire che  se si micragna ti decapiterà il rimorso,se ci si allarga ti sprofonderà lo sghignazzo.

Che fare?

P.Galore e  C.Chan suggeriscono di adire le ---------> Appartenenze Localizzate <---------------------------Scegliere una persona,un'epoca storica,un distretto geografico,un ambito socioculturale(professioni od altri tipi di attività umana),o rapporti naturali(tra persone dello stesso sesso,di sessi diversi,di età diverse,legate tra loro o meno),affinchè tutto ciò,operando in massa,distragga dalla tentazione del mettere o del levare.

Dandosi il tutto quanto qui dato,il linguaggio naturale avrà di nuovo il diritto(P.Imbs?)di essere:"bello in potenza",e il narrare non sarà un FARE,ma almeno,o tuttalpiu',un DIRE.

postato da proteinedulait alle ore 15:48 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
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Commenti
#1   12 Dicembre 2007 - 16:05
 

...il confine fra il mettere e il levare è struggente ( e insondabile) quasi quanto quello fra l'essere-stato e l'essere-per-essere ( e se consideri l'etimo, levare > levis è certo un alleggerire, rendere lieve, mentre il mettere > mittere potrebbe pure risolversi in un mandare (a fondo?) -
e conosco benissimo quel bivio fra rimorso e sghignazzo.
Ma qualche volta - fortunatamente o sfortunamente - si va oltre...
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#2   13 Dicembre 2007 - 13:00
 
Nel mio teatrino si suona il Satie(l'Entr'acte,o le Gnossiennes) e tuttalpiù il De la Halle.
Nel Suo,Madamina,spesso il Lully,o il Couperin,o il Gibbons,o il Purcell,ma,talvolta,anche il Brahms.
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