Tre tempi di prosodia-------> ascoltando Hymnen di Karlheinz Stockhausen.

R.1)Quel giorno Auetto il Pio s’alzò di buonora ,che aveva affari con certi Orientali per commerci di drappi,damaschi,selle e falpalà.Pieno sole splendeva a Samo,sicchè lasciò la via di sempre,che divagava tra umidi muri alti e posterle buffanti gran fortori,e si tenne sulla piccola corniche,tutta esposta a un mar di luce .
E tanto godeva nell’andare,a contar cetonie sugli steli ed a guardar nell’aria l’elitre d’acacie,che quasi gli sfuggì quel tipo strano,che ristava disteso, eppur sembrava che pendesse,appeso.
Era colui un umano,dalla cintola in su tutto formato,ma con unica gamba e un grande piede,che teneva a martello sopra il capo, per dar ombra al viso ed al costato.
Auetto ricordò che già lo vide,su un portaccion di Chiesa, figurato(Sens?Hereford?Sainte Parize Allato) ma che,per quanto avesse allora ben guardato, qualcosa di sicuro era sfuggito.
R.2)S’avvicinò,si presentò,salutò e domandò:
-Signore,a quel che vedo,siete retrorchide: forse che sbaglio?-
Quegli s’offese .
R.3)-Auetto,oh insipiente ! Io son lo Sciapode,e dunque son monorchide!.Son gli Arimaspi che ce li hanno al retro,per proteggerli dalle ugne del Gipeto-
-Orbene,dico, -replicò Auetto- dunque sono l'Antipodi ,i soli ad esser atti?-
Lo sciapode si strinse nelle spalle,che gli pareva futile il ragionar di Auetto,però rispose:
-Forse mi credi inabile perche’ t’appaio mùtilo?E allora gli Epistigi, che non han capo ne’ collo,a petto di un Diprosopo son forse derelitti?Il tuo pensiero e’ debole,se avanzi delle remore sol perche’ conti UN femore.Ciò che fu lesinato,mi venne indennizzato.Per me fu ripartita,su due livelli attigui,la conoscenza intera,a che tenessi scissi l’utile e il santuario,e dunque posso dirti che poco o nulla conta quel che tu annetti al Soma:e’ in Interiore Homine che troverai il Discrimine-
Auetto fu ammirato da tanto acuto spirito,ma per capire meglio approfondi’ il quesito.
_Ràbano Mauro dice che- è per giudizio sùpero,che i topi son quadrupedi,e ciò per darsi al ballo-dunque lo predispose Iddio quel che in natura e’ in atto!
-Costui non solo è insipido,si disse, costernato, lo sciapode allibito-è pure mentecatto! Scambia un destin relatus con un portato innatus! Val ben che non gli dica che il topo vien post-fatto,sennò fà presto a credere che n’abbia colpa il gatto. Meglio che io m’appisoli,sennò con questo gnucco,si rischia di far notte,da quanto allunga il succo -
Ed al pensier lo sciapode fece seguire il fatto.
L'Auetto si stupì,e quindi lo scrollò,eppoi lo vellicò, ma quell'ignoto sciapode nemmeno si spostò.
-Vedi !-disse tra se’-chi l' ha stecchito !quel sol pensier sui topi che ho citato!!van riconsiderati,allora ,quei vispi totemini ,tanto è diffuso in essi il soffio da Dio dato.
E lasciato quel sofista al suo destino,lieto si riavviò,placato.
