Hortense complica il tema.
(Theft by water?)

- Costumavo tutte le mattine di recarmi al bagno galleggiante di Rima,posto tra il giardinetto di palazzo R. e la punta della D.Avevo preso per un'ora,dalle 7 alle 8,una "Sirena",cioè una delle due vasche per donne,grande quanto bastava per nuotarvi qualche poco, e la mia cameriera veniva a spogliarmi e a vestirmi;ma, siccome nessun altro poteva entrare,così non mi davo la briga di mettermi l'abito da bagno.
La vasca ,chiusa intorno da pareti di legno e coperta da una tela cenerognola a larghe zone rosse,aveva il fondo di assi accomodato a tale profondità sott'acqua che alle signore di piccola statura rimanesse fuori la testa .Nuotavo quant'era lunga la Sirena;battevo l'acqua con le mani aperte;mi sdraiavo supina lasciando che si bagnassero i miei lunghi capelli;spruzzavo la cameriera,che fuggiva lontana, ridevo come una bimba.
Una mattina udii fuori come un rumore di persona,la quale nuotasse rapidamente.L'acqua si agitò e da uno dei larghi fori tra il suolo e le pareti entrò improvvisamente nella Sirena un uomo.Non gridai,non ebbi paura.Mi parve fatto di marmo,tanto era candido e bello;ma il suo ampio torace si agitava per il respiro profondo,e i suoi occhi brillavano,e dai capelli cadevano le gocciole come pioggia di lucenti perle.Ritto in piedi,mezzo velato dall'acqua ancora tremolante,alzò le braccia muscolose e morbide:pareva che ringraziasse i Numi e dicesse:-Finalmente- .
