SEDUCERE
Ho notato spesso che tutto ciò che a che fare con il sedurre è connotato da una venatura moralistica, e chi seduce è guardato con diffidenza. Eppure la parola stessa , con il suo significato originario di condurre a sé, mette in luce piuttosto un atteggiamento d’interesse verso l’esterno da sé, una disposizione all’ “altro” che perlomeno garantisce lo scampo dal cerchio chiuso dell’egotismo più tetro e tristamente autosufficiente. Perché attribuire per forza a chi voglia sedurre una nascosta brama di potere sul suo prossimo, una volontà di dominio e di strumentalizzazione? Sedurre può essere semplicemente il moto spontaneo e vitale di un corpo e di una mente che si protendono verso l’altro, anzitutto per un primario bisogno di espressione di sé e , in secondo luogo, alla ricerca di un proprio simile. Voler sedurre è, quantomeno, avere voglia di un altro.
E’ vero anche che il termine “sedurre” comprende tutto un ventaglio di manifestazioni e di livelli di cui i più bassi e pedestri non mi sentirei di avallare. Per quanto anche nella comune “civetteria” esistono forme d’innegabile grazia, e direi quasi d’innocenza, fra l’animale e l’umano; quel che più dà noia nella civetteria non è tanto la volontà, più o meno conscia in chi la pratica, di se-ducere, quanto il rinunciare a esprimere questa fondamentale pulsione dell’individuo in forme proprie, personali, originali, invece di adeguarsi piattamente a uno stereotipo socialmente consacrato. Senza capire che quanto più riconoscibile abusato standardizzato conclamato è il modello, tanto meno la seduzione opera.
Ma tornando a forme più alte di seduzione, io vorrei assimilarla a una specie di radar che , nel gran caos degli scambi interrelazionali, venga usato per individuare la corda che risponda alle proprie vibrazioni. Mi viene in mente la poesia di Montale che parlava di un’ultima cosa che resta nella caligine e nel pantano, quello sfregare un cerino…attivare un sia pur modesto barlume, in tanta melma, in tanta nebbia, alla ricerca di una risposta, di un contatto.
NB. …tutti vogliamo sedurre o essere sedotti. Il discrimine è fra chi ci riesce e chi no.