Esterhazy

"IL MIO BUON PADRE ERA PARTITO A GALOPPO IN UNA PIANURA BELLISSIMA"
domenica, 09 settembre 2007

Immaginare è creare
 
Da tempo desideravo vedere qualcosa del regista tedesco Max Olphüls, alla fine sono riuscita a trovare il DVD di uno dei suoi film più rappresentativi : “Lettera da una sconosciuta” (1948)
Non sono rimasta delusa. Ho riconosciuto il modo tutto europeo ( e specialmente  tedesco) di fondere con equilibrio l’interesse per la “storia” e la cura formale, senza cadere né nell’eccesso di contenutismo che percepisco con fastidio nel cinema americano, né tantomeno nel calligrafismo fine a se stesso. Qui lo splendore formale ( valorizzato dal B/N) si sposa felicemente con ciò che viene raccontato con esemplare rispondenza. Il tema è di quelli che mi hanno sempre sedotto e , in certo qual modo, turbato : la possibilità di una vita vissuta sul doppio binario del reale e dell’immaginario. Un amore vissuto in assenza, che al momento della realizzazione non regge l’urto del reale. Ma questo non vale solo per l’amore.
Una mediocre visione dell’immaginare attribuisce a questa attività mentale una triste connotazione di sterilità, di frustrazione, repressione, evasione dalla cosiddetta “realtà”. Eppure, ancora una volta la parola di per sé ci dice tutto. Se l’immaginazione è – come lo è secondo l’etimo – produzione d’immagini, essa ha direttamente a che fare con la creatività, che è l’unica forma di energia per cui probabilmente vale la pena vivere. Essa infatti è sempre fertile, dinamica, produttiva : e se alcuni individui geniali riescono a tradurla in “opere” che a loro volta – come in una ininterrotta catena attraverso i tempi – alimenteranno l’impulso immaginativo e creativo di altri “geni”, anche l’uomo comune può acquistare tramite essa acutezza e intensità del sentire tali che gli consentano di dare pienezza di senso anche ad eventi minimi e accidentali.
 

postato da Esterazy alle ore 15:07 | Permalink | commenti (8) / commenti (8) (pop-up)
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Commenti
#1   10 Settembre 2007 - 08:46
 
La scrittura, esterhazy, non deve deve essere , per essere letta, perfetta.
Sbagli qualche volta non i verbi e gli avverbi ma la forma.
Meno parole alte e più stomaco.
Ascolti il blues....


:-)


W
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#2   10 Settembre 2007 - 11:32
 
Essa infatti è sempre fertile, dinamica, produttiva

potrebbe anche, altrimenti, essere sterile, immobile, riproducendo sovente (inevitabilmente?) nient'altro che la biografia del creatore.
ma potrebbe come dici se quella biografia rimane nascosta nell'intreccio delle parole, lasciando che dello stomaco ognuno si faccia una personale autopsia, rilanciando poi la palla ad un infinito inutile ad altro che alleggerire la propria personale catena...
ma potrebbe anche essere che proprio quella canzoni, Esterhazy, proprio quelle canzoni...

(è lunedi)
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#3   10 Settembre 2007 - 11:39
 
Essa infatti è sempre fertile, dinamica, produttiva

potrebbe, al contrario, essere sempre sterile ed immobile, sovente rappresentando (inevitabilmente?) non altro che la biografia del creatore.
ma anche ancora come dici, potrebbe, se le parole hanno l'accortezza di nascondere con eleganza lo stomaco, lasciando al lettore il piacevole ingombro di una personale autopsia, rilanciando la palla ad un infinito utile soltanto ad alleggerire la propria personale catena..

ma potrebbe anche essere che siano le canzoni, proprio quelle canzoni, Esterhazy, a....

(ciao, di lunedi)

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#4   10 Settembre 2007 - 13:00
 
E la L in più in Ophuls?????eppure eran le 15,07 e si sa che a Bay City non servon il lemon-vodka prima delle 22.

Che sian date spiegazioni a stofatto,e che sian convincenti.

Un amico.
utente anonimo

#5   10 Settembre 2007 - 15:04
 

#1
non perseguo forme perfette, in nessun campo, caro wynck,
semplicemente la scrittura mi esce così, credo sia abbastanza rappresentativa del mio modo di essere - e non è un autoelogio.

#2-3
sembrano uguali ma non lo sono ... perciò, mario, non cancello ;)

# 4
... vero, vero, caspita! per punizione non correggo l'errore.

( questo anonimo sembra sapere perfettamente quel che bevo...)
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#6   10 Settembre 2007 - 19:59
 
il "caspita" potrebbessere,senza che alcun se ne dispiaccia,l'invito al Toast del mercoldì scè malarmè,Meine H.K.

(Das heilige Kreuz soll mir Licht sein.)

pro.
utente anonimo

#7   13 Settembre 2007 - 20:13
 
e che ne dici de la La double vie de Véronique?
per il resto
"Una mediocre visione dell’immaginare attribuisce a questa attività mentale una triste connotazione di sterilità, di frustrazione, repressione, evasione dalla cosiddetta “realtà".
parole da incorniciare
saluti
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#8   17 Settembre 2007 - 12:30
 
il piano sequenza più bello del cinema: nell' episodio 1 de "le plaisir" sempre di Ophuls (1951)
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