LA COMMEDIA MENTALE
"Come nell'angeologia neoplatonica si narra di angeli che sono l'altra parte, rimasta intatta, di cui noi rappresentiamo l'esistenza terrena, nell'ombra, così i nostri interlocutori privilegiati, che sono interlocutori mentali, sono l'altra metà cui sempre tentiamo di ricongiungerci, rivali di qualunque altro interesse o fittizio piano di vita. Fuori della corte mentale, tutto non è che banale accidente, luce che non convertita in dialogo con la nostra metà invisibile dispare. Per cui reale è questo colloquio e pretesto tutto il resto, che è capovolgimento essenziale : il fatto di narrare loro, [ai miei interlocutoriprivilegiati], quello che è avvenuto, non è un fatto che avviene dopo, ma elemento che condiziona atti e pensieri. Gli spettatori privilegiati sono simili a dei : la confessione è un rituale, ma la presenza della divinità è continua. Non è l'io che lega un'ora all'altra della vita, ma questi personaggi mentali, non l'attore ma lo spettatore, non colui col quale avviene un fatto ma la persona cui sarà narrato - altro capovolgimento fondamentale..."
(Alessandro Spina, La commedia mentale, in "I confini dell'ombra")
