PRESENZA/ASSENZA
In amore ogni apparizione dell'oggetto amato deve essere una epifania . Ed è quindi inutile - anzi dannoso - che negli intervalli di assenza, di mancanza, di distanza, la mente si ingegni a ricercare, ricordando, o a prevenire , immaginando, il momento dell'apparizione. Ancora peggiore è il ricorso a marchingegni tecnologici che danno solo l' illusione dI annullare la distanza, mistificando una presenza che in realtà non è tale.
Giacché la vera PRESENZA è irradiazione di atomi che t'investono, flusso benefico di energia, fascio di onde di calore, nutrimento senza parola e senza suono, trasfusione di licor caelestis.
L'assenza è eclisse. L'aria acquista quella particolare luce nera, che non impedisce di vedere, anzi rende forse più acuta la vista, ma la carne è gelida.
Quindi la polarità assenza/ presenza non può essere che accettazione profonda dell'una e dell'altra condizione, vissuta ciascuna con piena aderenza alle sue specifiche caratteristiche.

"In Spagna vidi una volta una danza, un uomo maturo e forte e una giovane esile e diafana : più quello ci metteva passione e più lei pareva assente, una marionetta. Non lo guardava mai, gli occhi fissi di un automa. Sono sicuro che fosse la sua donna : ma ecco, lui non riusciva a essere l'amato. La danza come corsa lungo un cerchio, dove la distanza resta costante per un incantesimo."
(Alessandro Spina, Il giovane maronita)
