Esterhazy

"IL MIO BUON PADRE ERA PARTITO A GALOPPO IN UNA PIANURA BELLISSIMA"
martedì, 24 luglio 2007

Pecorella
La mitezza e la sottomissione spesso vengono pensate come tratti che rendono l’individuo malleabile e facilmente gestibile. D’altro conto la tenerezza è dai più associata alla dolcezza, che in genere non fa che diluirla e ridurla a una brodaglia zuccherina.
Quando lui la chiamava “pecorella” non mancava mai di avvertire però tutto il retrogusto selvatico e animale del termine. Il senso metaforico si perdeva nella renitenza (e resistenza) opaca di una natura al fondo indecifrabile , ciò di cui lui era di continuo ben consapevole.
Poteva prenderla in groppa e farla stendere sulle sue spalle,o sul suo collo,o sul suo ventre. Tastare con la mano la docile lana dei suoi ricci, grattarle la gola tiepida, raccogliere il filo di bava che a volte nel sonno colava dalla sua bocca.
Impenetrabile rimaneva l’eco interno di quell’essere, la sua percezione del mondo e di lui stesso, il diagramma causale dei suoi moti e delle sue azioni.
Rassegnato a possederla da padrone e da padrone perderla, per una scomparsa senza spiegazioni, una fuga notturna, uno smarrimento in un bosco, un accodamento a un viandante occasionale, una strage animale, una trappola, un labirinto, una catastrofe astrale.
 
 

 
postato da Esterazy alle ore 15:14 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
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Commenti
#1   24 Luglio 2007 - 15:30
 
se esprimi la tua resistenza, espliciti la linea da non oltrepassare, oltre la quale ci sei tu.
se non ti opponi, se ti lasci frugare, nessuno saprà mai dove stai, cosa sei, dove fa male.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente cinas

#2   24 Luglio 2007 - 16:08
 
Dovresti leggere un poco di Susie Orbach... illuminante e terapeutica.
utente anonimo

#3   24 Luglio 2007 - 19:00
 
Molti modi ha di
vincere la donna

giacere puo', supina
a colui ch'el gestisce
seguendone la china

stupita, stupida
per lui stupefacente
sol puo' riimirarsi
e lasciar che tutto
scorra, poco facendo
o niente

oppure , sia abbandono
l'arma piu' forte,
come in Histoire d' O ,
di se' facendo dono..
utente anonimo

#4   25 Luglio 2007 - 18:25
 
il mito della conoscenza non si addice agli amanti: essa, rischiarando, logora.
i complici non si devono conoscere, è sufficiente sia lor chiaro il comune interesse, e l'ansia.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente iltrenoavapore

#5   25 Luglio 2007 - 22:04
 
sensibilita', ahime'
solo donna conosce veramente
e gretto e' sempre l'uomo
pur se nel petto di essa
non e' assente...

utente anonimo

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