Pataffio 4.
Un tale ,(che qui chiameremo Phi)
chiede a un talaltro(che qui chiameremo Hi),
di scrivere qualcosa di proprio(di suo,intende,di suo di Hi).
E Hi si domanda:checcosa vorrà da me il Phi?
Una panoplietta per sapere su che cosa investo la libido?
sapere se per caso ho me stesso come oggetto d’amore prima di tutti l’altri oggetti?
se m’offusco sul piano economico degli affetti per sfolgorare su quello topico?
Se i derivati del mio inconscio han resistito alla ablazione e mi ritornano come formazioni di compromesso?
O se l’afflussi d’eccitazione io li distacchi perche’ son dati di struttura che mi disimpegnano dal lavoro di lutto?
Hi,che non si cava di testa il sospetto che Phi lo ritenga
inetto ad abreagire in modo frazionato all’inibizione,al sintomo e al pulsionale , di gran carriera vappensare che Phi non abbia tendenza alla scarica assoluta,non mire sul simbolo mnestico di primo piano,non opzioni cruciali sull’emanazione coatta,MA,come dice il F.
“che cio’ che gli e’ rimasto non capito gli ritorna sempre,come un’anima in pena,e non ha pace finche’ non ottiene soluzione e liberazione”
E,considerando la richiesta del Phi reclamata dal concertus dei principi di Lust,di Trieb e di Bindung,non puo’ che (come si fa in partita doppia) raccomandare una anaclisi su pratiche antiperturbanti :
"Gelare i labbri al bacio della fine;"
"rischiare&raschiare la ragg(i)era dei nervi sensitiva;"
"volare a configgersi nel sogno che scalpita",
" e scavallar cosi’ nell’astinenza l'astringenza d’ogni arida paura".
(che poi e’ come dirgli,al Phi:"se la mia barca e’ meno carta della tua, tocca a me di macularla d’inchiostri evanescenti,di armarla di smussati ,deludenti e vecchi rostri?: io mica temo cio’ che temi tu:lunghe radici e frasche ha la sventura,tu non lo dici,ma io so che già t' usura")
(per gli indotti:Hi e’ un ragioniere,con panpsichismi da contatto:serve saperlo)
