ROSA TIEPOLO
Nell’Umor Nero – petrigno intrattabile ingestibile inavvicinabile – si stempera la manna di un libro che leggo con centellinata delizia.

…basti per ora una pagina memorabile:
“La passeggiata sotto la pioggia di Giandomenico Tiepolo è un accordo sospeso,lieve, eppure naconde una punta vulnerante. Sette personaggi, visti di spalle, camminano tranquillamente sotto una pioggia che non si vede. Ma sta veramente piovendo? Ci sono tre ombrelli e uno dei personaggi si copre la testa con un panno, però al tempo stesso dalle figure si distaccano ombre nette. Quindi c’è il sole. Gli ombrelli proteggono dalla pioggia o dal sole? Non si può dire con sicurezza. Colpisce il silenzio, la solitudine dei personaggi. Stanno vicini, vanno nella stessa direzione – e si ignorano. Il movimento è lento, quasi inavvertito. I due personaggi alle estremità sono pressoché fermi. Dove stanno andando? Sul fondo s’intravedono un lieve pendio e una macchia di alberi. Uccelli vagano nel cielo. L’abbigliamento dei personaggi è cittadino, curato. C’è anche un dignitoso Pulcinella. Vagamente buffo è il personaggio all’estrema sinistra, che si è coperto la testa. Ma l’insieme non ha nulla di pittoresco. Regna una tacita armonia nella totale estraneità fra i personaggi, come se uno stesso motivo li avesse fatti convergere in quel punto dello spazio, in quell’istante. Il perfetto rovescio della loro immagine è quello della Grande Marcia, schernita da Kundera. Promossa dagli Homais del diciannovesimo secolo, ha continuando a procedere per tutto il ventesimo, ingrossando le file. Qui invece ciascuno esiste per sé, anche il gruppo familiare al centro, con l’uomo che dà il braccio alla donna e la mano al bambino. Nessuno ha fretta – e tutti vanno verso la stessa meta, che forse è la morte."