Esterhazy

"IL MIO BUON PADRE ERA PARTITO A GALOPPO IN UNA PIANURA BELLISSIMA"
martedì, 30 gennaio 2007

 

La domanda ebraica

«[La domanda ebraica] può essere a buon diritto definita mediale, poiché non conosce risposte, ovvero: la risposta a essa congeniale sarà ancora una domanda. In nessuna delle basi più profonde dell’ebraismo si trova il concetto di risposta. [...] Dove il giudizio prende una decisione, la giustizia solleva una domanda.»

 G. Scholem, Über Jona und den Begriff der Gerechtigkeit.

Dal blog "Nella colonia penale"

postato da Esterazy alle ore 19:39 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
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Commenti
#1   30 Gennaio 2007 - 22:29
 
Ma, in fondo, quale domanda che sia tale può non dirsi "mediale"? (almeno per coloro che non hanno già risposte stabilite e preconfezionate)
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#2   31 Gennaio 2007 - 09:42
 
il concetto di giustizia ebraica è interessantissimo: l'ecclesiaste invita a non eccedere nella giustizia e nella saggezza, per non morire.
mi chiedo cosa voglia dire l'eccesso di giustiiza.
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#3   01 Febbraio 2007 - 13:37
 

......l'eccesso di giustizia è quello di chi, sia prima che dopo aver "fatto giustizia", non conosce il dubbio, non si dibatte, non si tormenta.
Non si fa domande, appunto.
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