Esterhazy

"IL MIO BUON PADRE ERA PARTITO A GALOPPO IN UNA PIANURA BELLISSIMA"
venerdì, 24 novembre 2006

 

L’ARTE DELLA CONVERSAZIONE

"A differenza di certi pensatori– la cui conversazione ci schiaccia, ma forse ancor più intorpidisce, per l’assenza della ‘sprezzatura’–, Cristina  fu  una stupenda maestra dell’arte della conversazione, arte praticata con mirabile sapienza nel ‘700, appesantita da quell’’800 romantico, a volte  incapace -come Cristina diceva - di decantarsi, ignorata  nel ‘900 che ne aveva atrofizzato le delicatissime antenne. Quest’arte – ariosa, lieve come la musica di Mozart, ove ‘la massima profondità si nasconde alla superficie’- conciliava miracolosamente il ‘divertimento’ con la ‘concentrazione’. La ‘lievità’ veniva trasmessa con l’espressione e il tono della voce, anche quando l’argomento era serio – il che accadeva la maggior parte delle volte. Neppure i sordi contemporanei che si precipitano a chiamare ‘serioso’ quel che non è cinico, si sognarono mai di applicare a lei l’aggettivo, e si lasciavano incantare come da Mozart. Ma non di rado la ‘leggerezza’ cominciava dall’argomento (sapeva fare delle straordinarie caricature, per esempio), e questo aiutava l’interlocutore a riprender fiato, discendendo dalle altitudini di discorsi dove non si può aspettarsi che qualcuno soggiorni troppo a lungo. Il miracolo era che quel respiro non era mai nell’interlocutore un afflosciarsi – non poteva esserlo perché Cristina manteneva intatto nella pausa il suo grado assoluto di vigilanza a un livello di forma, di stile (si sa che vasto senso abbiano queste parole per lei), e l’altro doveva bene in qualche modo corrisponderle per non perderla."
( M. Pieracci Harwell)
 
postato da Esterazy alle ore 01:05 | Permalink | commenti (18) / commenti (18) (pop-up)
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Commenti
#1   24 Novembre 2006 - 16:19
 
tanto leggera che s'è volatilizzata...
che nessuno la legge,tanto che tu stessa hai bisogno della Pieracci per
dirne le solite banalità biografiche.
Ci vorrebbe Elemire, a bacchettarti-
per lo stolido uso che fai di un
concetto che ti è estraneo totalmente.
utente anonimo

#2   25 Novembre 2006 - 15:12
 

"...nessuno la legge"
anonimo 1, immagino tu sia un ardente estimatore dell'autore del Codice Da Vinci.
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#3   25 Novembre 2006 - 15:14
 
no.dell'arrosto di capriolo, in salmì
sprezzato di spezie lievi seppur concentrate.ci azzeccassi, na volta
tanto-prevedibilissima femmina..
utente anonimo

#4   26 Novembre 2006 - 11:29
 
Title: General en Chef .
Paul Klee

Fondation Marguerite et Aime' Maeght
Saint Paul de Vence.
France


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#5   26 Novembre 2006 - 21:01
 
bè. non è che la signora abbia bisogno di difese, ma direi che il "nessuno la legge" è un'obiezione poverella.
l'arrosto di capriolo è invece condivisibile, ancorchè le spezie lievi ... boh.
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#6   27 Novembre 2006 - 00:22
 



Paul Klee, General en chef DES BARBARES (!), 1977
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#7   27 Novembre 2006 - 08:24
 
di klee ricordo un disegno "incisione in una tomba rupestre" - contenuto nel catalogo di una mostra di mille anni fa, forse a martigny - di semplicità agghiacciante. la morte, pura e di assoluto dolore.
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#8   27 Novembre 2006 - 11:23
 
non e' che nessuno la legge, piuttosto che e' "difficile" da leggere.
Tanto che l'aggettivo leggero non mi sembra calzante per la Campo.
E' forse decisamente meglio dire "graziosa" se dove nella graziosita' si rispecchia una certa femminiita' spirituale che solamente ella ha saputo coerentemente portare avanti nel tempo.

Divertente invece l'anonimo che tra le righe sembra di molto arrapato come si conviene per uomini stolti di fronte a donne intelligenti.
Peccato che tale imbarazzo genera in genere una vera impotenza, sia di fatti che di parole.

Saluti
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#9   27 Novembre 2006 - 13:45
 

...ciao, volpe, ti rileggo volentieri.
Secondo me, la "leggerezza" della Campo non ha niente a che vedere con la "facilità". E' proprio la sua "difficile grazia" che si coniuga con la leggerezza.
E del resto un'altra grande, Elsa Morante, sulle orme di Simone Weil, contrapponeva la grace alla pesanteur, dibattendosi con dolorosa nostagia fra questi due poli del suo essere...
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#10   27 Novembre 2006 - 15:02
 
...io, di P.K., amo molto questo : L'Angelo Smemorato. E' uno dei miei simboli.

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#11   27 Novembre 2006 - 15:21
 
gia' meno " quadra",la testina........ capisco..


unga.
utente anonimo

#12   28 Novembre 2006 - 15:24
 

..." L'Angelo Smemorato di Paul Klee è per me l'angelo più bello.
E' l'angelo che attende per tutta l'eternità di poter cantare davanti all'Altissimo. Quando arriva il suo turno, resta perplesso, immobile, compreso nel suo ruolo ma dimentico.
L'Angelo è immemore perché non ricorda il suo canto.
Allo stesso modo noi stiamo davanti alla Bellezza, immemori.
(dal blog Entsagung)
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#13   29 Novembre 2006 - 01:02
 
il conversatore ideale è un narcisista dimentico di sè dentro la natura dentro il mondo, un narcisista concentrato si di sè è il peggior conversatore,
per quanto mi riguarda - se è consentita l'autoreferenzialità nel commento - mi considero un discreto conversatore perchè riesco ad amare le cose che dicono gli altri almeno quanto amo le cose che dico io ... che è una bella cifra voglio dire
ciao cara e.
hladik
utente anonimo

#14   29 Novembre 2006 - 01:08
 
quanto a paul klee quell'angelo un giorno lo ho visto dal vivo (sì sì ) lui è semplicemnte il piiù grande per me, perchè dipingeva quello che sapeva, e questo sapere, salta sempre fuori dall'immagine e ti prende la testa dal dentro ... davanti ad un suo disegno a certi suoi acquarelli mi sembra di vedere il dentro di me ...
utente anonimo

#15   29 Novembre 2006 - 13:16
 

...che bello, #14, "dipingeva quello che SAPEVA".
Finalmente qualcuno che non dice "quello che SENTIVA".
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#16   29 Novembre 2006 - 13:21
 

...heladik, proprio TUTTE le cose che dicono gli altri riesci ad amare?
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#17   29 Novembre 2006 - 21:57
 
Ti trovo così strana, come tras- formata, ma sei ancora tu?
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#18   29 Novembre 2006 - 22:39
 
tutte no ... dopo avere scelto sì però ... ah il numero 14 ero sempre io eh però l'immagine di dipingere quello che sapeva l'avevo letta da paolo galloni che un giorno aveva scritto del disegno dei bambini
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