Al tavolo di un caffé
Lui era uno capace di parlarti per dieci minuti filati di come addentavi, mordevi, masticavi e deglutivi una brioche o un pezzo di torta. Il suo occhio amorosamente maniaco zummava sulla tua bocca ingrandendola e inquadrandola in una cornice di buio, cosicché, mentre tutto intorno cessava di esistere, in una specie di gigantografia il tuo labbro superiore affondava nel tessuto molle della sfoglia non riuscendo del tutto a coprire i denti luccicanti di cupidigia che recidevano per conto loro i legami che tenevano ancorato al tutto il morso mentre la lingua da sotto faceva la sua brava parte di spatola sostenendo il boccone, e con un piccolo calibratissimo guizzo all'indietro lo spediva in bocca – allora finalmente le mascelle si distendevano e si allargavano a far posto alla deliziosa materia che i denti interni iniziavano a tritare, e le labbra chiuse si torcevano delicatamente e diventavano una specie di parlante corolla da cui stillava tutto il piacere del gusto, mimesi della micro-orgia sensuale che si celebrava fra le particelle di cibo e le papille della lingua nell'antro del palato...
Finché l'inghiottimento, sancito da un ultimo guizzo delle labbra stremate – erano persino impallidite, avevano perso il colore, o il rossetto si era sbiadito, e apparivano gualcite come petali stazzonati – poneva fine alla trance visionaria dell'occhio guardante.

(portraits.N°1)
KappaKappaKappa
Or sono anni 2 da che una babhauserin si distolse dalla cura principale (Kuche,Kinder,Kirche),per dar corpo al sogno suo segreto:prodesse et delectare l'urbi e l'orbi mercè l'indulto graçianiano al paroliberare
(e,sottesamente,dettar considerazioni,rilambiture,adiustamenti,rifiniture,rifiragouttature,dandynature,
tourniquettature sugli Dei citeriori,e su questo Mondo made of stone)
E poichè,per istituto ,la babhauserin calcola il gnaoumeno(anche sub specie:BIRI) immediatamente identico al faunomeno,gli scritti Suoi li ha presentati in camouflage merlopontino,ove il senso e il non-senso danzano quella che un anonimo avrebbe chiamato TotenTinkenTanz.
Sicchè,da essi stillando quell'acroamatic-elixir(op.cit)che deodora solo gli happy few,NON SI DEVE FORSE,come vuol democrazia,a PRO DI TUTTI,una volta per tutte,disambiguare,scollettamare,disaggiogare il pensiero netto e originale dalle Pump & Circumstance????
Ecco allora ,dal suo Magical Mistery Tour(l'espresso-electa sponsor),quello che veramente avrebbe voluto scrivere,avendo osato sempre pensarlo.
1.Cindy Sherman,Untitled,1979-"questo scatto vede l'artista stessa protagonista di una messa in scena,in cui ad essere evocata è la sequenza di un film fittizio dalle atmosfere neorealistiche"-
2.Barbara Kruger,You are seduced by the sex appeal of the inorganic,1985:-"Kruger lavora sul potere visivo degli slogans.I guanti surreali che si stringono la mano richiamano la compulsione da shopping"-
3.Mimmo Paladino,La virtù del fornaio in carrozza,1983:-"l'opera di Paladino fonde i tratti netti e taglienti tipici della scuola pittorica tedesca con gli stilemi dal sapore infantile di Paul Klee"-
4.Julian Schnabel,cabalistic painting,1983:-"un ritratto di uomo,un paesaggio con alberi spogli e secchi,costruiscono sulla enorme superficie della tela il ritratto di uno stato d'animo interiore"-
5.Julian Schnabel,Circumnavigating the sea of shit,1979:-"Il valore di questa opera infatti,al di là della sua riuscita estetica,risiede nel coraggio espressivo che esprime,nonchè nell'essere il prodotto di un momento culturale pieno di generosità e assenza di regole"-

Dirigismo
Il tentativo di dirigere la vita degli altri sembra incoercibile almeno quanto l'istinto di resistere ai tentativi degli altri di dirigere la nostra. Non è questo che in sostanza si chiama relazione affettiva? O vita sociale?
E poi, alla fine, quando pare si abbia “lasciato andare” gli altri, si approda a un'ulteriore lacerante stazione : vale a dire il tentativo – ricorrente nonostante i ripetuti fallimenti – che noi stessi facciamo di dirigere la nostra stessa vita.
Battaglie estenuanti, anche se poco appariscenti, che finiscono puntualmente in sconfitte, a breve o a lunga scadenza.
La lunga scadenza è in genere dovuta ad autoinganni che funzionano per coloro a cui non è toccato in sorte il “dono” genetico della perspicuità introspettiva. Oppure alla rimasticazione di filosofie o religioni sostanzialmente estranee alla propria identità storico-culturale, e quindi inattingibili.
Comunque, fra il braccio di ferro e gli scacchi, preferisco gli scacchi.

Propositiones ad acuendos (aut:contra)chichibios.
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Poiché è l’ora,(e l’ora è venuta) che anche questo Locus venga normato,che abbia l’hoc posito suo,che qui si entri come s’entra, in certe domeniche (nella controra),NON in giardini o parchi, MA negli enclos paroissiaux hors catégorie,o nei calvaires,
qui ed ora viene esposto l’ORDO AD FACIENDUM
con l’espressa finalità di istruire ,di guidare AD eseguir la disciplina ,tanto nella parte agita che in quella verbale(<< actu verboque>>;<<actu et verbo>>).
Verrà indicato:come regolare la gestualità che ritmerà le fasi della Devotio,delle posture(in ginocchio,in piedi);della prossemica(al proprio posto,ai piè dell’altare);della vestizione rituale.
Di ogni formula o preghiera verrà detto se debba esser ripetuta in silenzio(<< in silentio>>),a voce sommessa (<<submissa voce>>),a voce alta(<<voce emissa>>).Per ogni fase del rito verranno distinte le parti affidate all’officiante e ai suoi accoliti da quelle eseguite coralmente dai Clientes..
Un priore,o un suo incaricato,ovvero l’officiante stesso( minister)ne scandirà i passaggi col suono di una campanella(o con altro segnale).
In sintesi,la devozione avra’ da svolgersi nei tempi e coi modi al seguito.
CONFESSIO:il suono della campanella darà il segnale d’avvio.L’officiante intonerà a voce sommessa il versus del Salmo 123,8(<<auditorium nostrum etc>>) e i clientes ne eseguiranno la responsio ad Una Voce:tutti poi ripeteranno in silenzio il <<Dea Mea,Mea Dea>>.Seguirà il Confiteor,nella doppia forma della mutua confessione(prima,a voce sommessa,dall’officiante ai clientes,quindi dai clientes all’officiante),il Misereatur e infine l’Indulgentiam.
VESTIZIONE:l’inizio sarà ancora dato dal suono della campanella:ad esso tutti dovranno spogliarsi dei propri indumenti e indossare le divise di sacco ,quindi dovranno inginocchiarsi al proprio posto e ristarvi fino al compimento della pratica.Mentre il cambio d’abito avrà luogo,officiante e clientes eseguiranno a voci alterne il Salmo 50 << Miserere mei Domina>>,quindi la dossologia <<Gloria Gloria Gloria>>,seguita da alcun versetti o responsori.
LETTURA DELLE LECTIONES: verrà affidata a un cantore scelto tra i clientes indicato come lectionarius,il quale s’alzera’ dal proprio posto e intonerà la richiesta <<Jube,Domina,benedicere>>,cui l’officiante replicherà con una formula adeguata al giorno e alla circostanza.Quindi ,lo stesso lectionarius leggerà una o più lezioni adatte all’occasione,concluse come sempre dall’invocazione <<Tu autem,Domina,miserere nobis>>e dalla replica corale <<Dea Gratias>>
LETTURA DELLE PRECI:a condurla sarà un sodale designato come porrector preces:questi canterà l’antifona Salve Regina,eseguita in alternanza con l’assemblea.Quindi continuerà con la recita della colletta<< Omnipotens sempiterne Deus ,qui gloriosae Virginis>>,e seguitera’ con la lettura dell’inno <<Gaude Virgo>>,infine chiudera’ con la recita della colletta <<Deus,qui beatissimam et gloriosam Virginem>>
(a quegli spensierati che dovesser mai ritenere tutto quanto sopra –peso sustenibile-,si consiglia di prender visione del seguito,sempre in:
:Nerbano,Mara <1963<
Il teatro della devozione.Confraternite e spettacolo nell’Umbria Meridionale/Mara Nerbano-Perugia:Morlacchi Editore,2006.xx + 418 p.-ISBN:88-6074-065-7.I.Nerbano Mara )


LINEE GUIDA PER CHICHIBI
AMBITO:quella zona fluttuante della lingua ove s'esercita la libertà d'ogni parlante e nella quale ogni realizzazione rappresenta uno scarto rispetto a qualchecosa.
Furioso,l'uomo rovescia la sedia
L'uomo,furioso,rovescia la sedia
L'uomo rovescia ,furioso,la sedia
L'uomo rovescia la sedia ,furioso.
**** Per chi non s'accontenta.
La goche,la taichnique,la tendraisse (Celine)
Stromenti,ciriegi,cavriuolo (D'Annunzio)
Ffine efflorescence de la cuisine franzouéze (Queneau)
Emasculata Contraccezione (Dard)
Tutto mi si confonde in un paradisoinferno di pannamontata (?)
Calano a mille,sugli ermi colli/della Maremma,i merli folli/per far merenda coi vermi molli( T.S.)
(La moule moulu.La moule moulè.La moule à vent.La moule à gaufres.L'art par l'art.Le gain par la gaine.)

Codici rivoltati
Uno dei più bizzarri legami – anche se assolutamente raro – è quello fra due esseri uniti da vincoli di origine misteriosa ( per non dire arcana) , con lacci così stretti, con nodi così attorti, con cavicchi talmente connessi e rinsaldati, da dare l'impressione di essere indissolubili.
Lo definisco rivoltato usando questo termine come sinonimo di rovesciato, in quanto in esso ogni segno, ogni parola che viene scambiata porta con sé il sospetto ( o la certezza) di dovere essere tradotta nel suo significato opposto. Così il vattene diventa vieni – anzi : vieni oh vieni - , e naturalmente il ti odio è il ti adoro più appassionato, il non me ne importa vale son tutta/o un fremito ( di rabbia gelosia delusione o altro), e così via, fino a creare un glossario segreto che custodisce tutte le possibili espressioni di questo rivoltato alfabeto.
Forma de-forme di comunicazione? Insopprimibile narcisistico masochismo? Invincibile paura dell'affermarsi e del dichiararsi , dello scoprirsi in positivo?
Ovviamente i due che corrispondono in tal linguaggio infernale, mai e poi mai ammetteranno, pubblicamente o meno, davanti a terzi o vis-à-vis, che i loro scambievoli messaggi siano sottoposti all'iniqua legge del travisamento e del rovesciamento di senso. E nei momenti in cui la giornata primaverile, o un piacere della carne, o una gratificazione dell'io, li renderà lievemente ottusi e inclini alla corrività, giungeranno sicuramente a convincersi che quella fola del “codice rivoltato” non era altro appunto che fola, stiracchiamento nevrino, giocherello cerebrale, stregonesca gibigianna.
Fino alla prossima .