L'uomo portava sempre con sé la sua scimmietta. Amava molto quella bestiola. La teneva su una spalla oppure seduta sul braccio piegato, come un tempo le donne portavano il loro bambino. Era quella una scimmietta intelligentissima ma ombrosa, lunatica negli affetti, ora affabile, ora intrattabile. Smancerosa fino al lezio o grifagna, torva. Spesso triste, a volte allegra in modo esagerato. Seduttrice incallita, non risparmiava vezzi e smorfie per chi le piacesse di quelli che le passavano accanto, senza però mai spiantare i suoi piedini dalle spalle poderose o dal braccio fermo del suo padrone. Tuttavia questo, per paura che lei scappasse mentre era distratto o assopito, le aveva fissato alla caviglia un robustissimo filo, collegato a una catenella che l'uomo portava al collo.
La scimmietta forse sapeva che tirando in un determinato modo avrebbe persino potuto strangolarlo; ma come liberarsi poi dal suo cadavere?

Leggendo “Gli Scomparsi”, un bellissimo libro di Daniel Mendelsohn, mi sono imbattuta in un nome ( contenuto in una lista di ebrei polacchi - o meglio galiziani ) uccisi dai nazisti. Quel nome – Juliusz Schauder , un geniale matematico – ha provocato nella mia mente una serie di flash a catena, in cui agiva non solo la mia memoria ma anche quella di mia madre che con la prima si era in un certo senso trasfusa - tanta era stata l’intensità del racconto - trasmettendole le immagini che serbava .

Elementary penguin blogging Hare etc. (man! you should have seen them kicking...)

Lo dice il Kibédi-Varga,che è poi come se l'avesse detto il Riffaterre o il Bienveniste:
-in letteratura tutte le operazioni per soppressione ma anche per addizione "rivelano"-
il che(o la qual cosa),dunque,se riattualizza il pensiero dell'autore sul piano dell'ethos autonomo,lo fa svanire sul piano ecologico stretto( s'intende quello dello- scribo ergo....-),e ciò rappresenta un terribilissimo scacco,cioè a dire che se si micragna ti decapiterà il rimorso,se ci si allarga ti sprofonderà lo sghignazzo.
Che fare?
P.Galore e C.Chan suggeriscono di adire le ---------> Appartenenze Localizzate <---------------------------Scegliere una persona,un'epoca storica,un distretto geografico,un ambito socioculturale(professioni od altri tipi di attività umana),o rapporti naturali(tra persone dello stesso sesso,di sessi diversi,di età diverse,legate tra loro o meno),affinchè tutto ciò,operando in massa,distragga dalla tentazione del mettere o del levare.
Dandosi il tutto quanto qui dato,il linguaggio naturale avrà di nuovo il diritto(P.Imbs?)di essere:"bello in potenza",e il narrare non sarà un FARE,ma almeno,o tuttalpiu',un DIRE.

F.Khnopff
PERSONAE
1.
Tanto mi piacque e mi piace ancora.
L'età avanzata è un fiore all'occhiello che ostenta con orrore e delizia.
L'età per lui è un gorgo che atterra e rende liberi.
Lucido e indomito. Infinita umiltà e infinita superbia.
La prima espressa soprattutto mediante una implacabile autoironia.
La seconda con l'esporsi, senza pudori, spesso con un sogghigno.
Quella che in lui appare come mitezza, è una falsa mitezza. Lo vedo come un guerriero alla Sun Tzu, piuttosto. Che conduce una meditata battaglia contro una vecchiaia convenzionale - pavor e tremor, placebo, zucchero e derivati.
