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ci parla di un uomo esteriormente atteggiato in una assennata pensosità, salvo che gli occhi - bene aperti , divergenti e leggermente assenti - tradiscono la fissità di una scostumata quanto inconfessabile ossessione.)
migrazione dal sacro(o tradizione)dell'Aquilegia cerulea ,in costanza di vocazione.
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-Le principe de tout est un:
c'est une vérité dont tous les hommes qui ont fait usage de la pensée ont eu le sentiment,dont personne n'a eu la connaissance-
J.P.R.

KLEZMERATA FIORENTINA
Igor Polesitsky Violin
Riccardo Crocilla Clarinet
Francesco Furlanich Accordion
Riccardo Donati Double Bass
Tre tempi di prosodia-------> ascoltando Hymnen di Karlheinz Stockhausen.

R.1)Quel giorno Auetto il Pio s’alzò di buonora ,che aveva affari con certi Orientali per commerci di drappi,damaschi,selle e falpalà.Pieno sole splendeva a Samo,sicchè lasciò la via di sempre,che divagava tra umidi muri alti e posterle buffanti gran fortori,e si tenne sulla piccola corniche,tutta esposta a un mar di luce .
E tanto godeva nell’andare,a contar cetonie sugli steli ed a guardar nell’aria l’elitre d’acacie,che quasi gli sfuggì quel tipo strano,che ristava disteso, eppur sembrava che pendesse,appeso.
Era colui un umano,dalla cintola in su tutto formato,ma con unica gamba e un grande piede,che teneva a martello sopra il capo, per dar ombra al viso ed al costato.
Auetto ricordò che già lo vide,su un portaccion di Chiesa, figurato(Sens?Hereford?Sainte Parize Allato) ma che,per quanto avesse allora ben guardato, qualcosa di sicuro era sfuggito.
R.2)S’avvicinò,si presentò,salutò e domandò:
-Signore,a quel che vedo,siete retrorchide: forse che sbaglio?-
Quegli s’offese .
R.3)-Auetto,oh insipiente ! Io son lo Sciapode,e dunque son monorchide!.Son gli Arimaspi che ce li hanno al retro,per proteggerli dalle ugne del Gipeto-
-Orbene,dico, -replicò Auetto- dunque sono l'Antipodi ,i soli ad esser atti?-
Lo sciapode si strinse nelle spalle,che gli pareva futile il ragionar di Auetto,però rispose:
-Forse mi credi inabile perche’ t’appaio mùtilo?E allora gli Epistigi, che non han capo ne’ collo,a petto di un Diprosopo son forse derelitti?Il tuo pensiero e’ debole,se avanzi delle remore sol perche’ conti UN femore.Ciò che fu lesinato,mi venne indennizzato.Per me fu ripartita,su due livelli attigui,la conoscenza intera,a che tenessi scissi l’utile e il santuario,e dunque posso dirti che poco o nulla conta quel che tu annetti al Soma:e’ in Interiore Homine che troverai il Discrimine-
Auetto fu ammirato da tanto acuto spirito,ma per capire meglio approfondi’ il quesito.
_Ràbano Mauro dice che- è per giudizio sùpero,che i topi son quadrupedi,e ciò per darsi al ballo-dunque lo predispose Iddio quel che in natura e’ in atto!
-Costui non solo è insipido,si disse, costernato, lo sciapode allibito-è pure mentecatto! Scambia un destin relatus con un portato innatus! Val ben che non gli dica che il topo vien post-fatto,sennò fà presto a credere che n’abbia colpa il gatto. Meglio che io m’appisoli,sennò con questo gnucco,si rischia di far notte,da quanto allunga il succo -
Ed al pensier lo sciapode fece seguire il fatto.
L'Auetto si stupì,e quindi lo scrollò,eppoi lo vellicò, ma quell'ignoto sciapode nemmeno si spostò.
-Vedi !-disse tra se’-chi l' ha stecchito !quel sol pensier sui topi che ho citato!!van riconsiderati,allora ,quei vispi totemini ,tanto è diffuso in essi il soffio da Dio dato.
E lasciato quel sofista al suo destino,lieto si riavviò,placato.
Hortense complica il tema.
(Theft by water?)

- Costumavo tutte le mattine di recarmi al bagno galleggiante di Rima,posto tra il giardinetto di palazzo R. e la punta della D.Avevo preso per un'ora,dalle 7 alle 8,una "Sirena",cioè una delle due vasche per donne,grande quanto bastava per nuotarvi qualche poco, e la mia cameriera veniva a spogliarmi e a vestirmi;ma, siccome nessun altro poteva entrare,così non mi davo la briga di mettermi l'abito da bagno.
La vasca ,chiusa intorno da pareti di legno e coperta da una tela cenerognola a larghe zone rosse,aveva il fondo di assi accomodato a tale profondità sott'acqua che alle signore di piccola statura rimanesse fuori la testa .Nuotavo quant'era lunga la Sirena;battevo l'acqua con le mani aperte;mi sdraiavo supina lasciando che si bagnassero i miei lunghi capelli;spruzzavo la cameriera,che fuggiva lontana, ridevo come una bimba.
Una mattina udii fuori come un rumore di persona,la quale nuotasse rapidamente.L'acqua si agitò e da uno dei larghi fori tra il suolo e le pareti entrò improvvisamente nella Sirena un uomo.Non gridai,non ebbi paura.Mi parve fatto di marmo,tanto era candido e bello;ma il suo ampio torace si agitava per il respiro profondo,e i suoi occhi brillavano,e dai capelli cadevano le gocciole come pioggia di lucenti perle.Ritto in piedi,mezzo velato dall'acqua ancora tremolante,alzò le braccia muscolose e morbide:pareva che ringraziasse i Numi e dicesse:-Finalmente- .