
Quanto rinfranca,come ristora ,legger di una coppietta D.I.N.K. che loda un monaco eppoi ne loda un altro,analogo,perchè qui e là gridano libbertà!
Sarà quella libbertà,proprio quella,il contro-mondo dell'essere e della durata,quella la vertigine non relativa e invariabile?
E' che qui si vive il prodotto dell'angossia della vita,in Briciole e Postille a doppio vincolo,LORSIGNORI! Che è poi la neo-formazione di quel delirio che ci trattiene nell'esistenza,sennò ce la saremmo data a gambe da un bel pezzo,tuttinsieme AU TIBET,tricchetracche e shahtoosh!
Bastabasta,si sarebbe detto sui sentier de' boschi,con 'ste querimonie ,che la vita cia' bisogno di illusione,di errori creduti verità,A CULO IL PATHOS DELLA VERITA' CHE CE PORTA ALLA ROVINA!
Qui la finzione,l'essere mascherato,la messa in scena davanti a sè e all'altri ce ridurrano a fantocci o a fanocci! ( giura qualcuno d'esser per noi l'isola in mezzo alla corrente? ce va di lusso se ce passera' una stampella!)
Ma:e se ci accecagna l'ignavia?metti che finallà,(nell'ognidove,intendo) ci fastidia andare,e che non ci andiamo perche' insomma,a ben guardare ,tutto sommato,a conti fatti, forse che sì forse che no, allamano costi & benefici..................................
CHE FARE?
Ri-pittiamo gli eidola!che ri-Geburti der Tragodie!perseguiam la Giga come vorrebbe il Bateson e lassamo che sia lo Smerdiakò a far il bricolage,patentiamolo col badge del rebel-rebel!(che è così che ci piace che sia la gente vera,mica quei pacchianoni che stanno a cacardubbi sul kapitalismus e il Dasreligionsproblem): perchè qui si tratta di convertire l'omo mica di educarlo.Deve diventà un passacaglione come noi,lo si deve rififinire a botte di mottetten und kantaten.Un New-Barbariccon,con l'anima tartinata sul si minore del Ciaicoschi,un Ecce mus rifoderato in Bemberg,a dieta di zilavke e tedii autoctici.

Barocco
"...e già i quaderni formicolano di parole, l'una nemica dell'altra, sebbene corrano tutte affiancate, in neri plotoni suicidi, all'assalto dello stesso imprendibile alcazar. Sono esse i miei soldatini di piombo, il disperato giocattolo della mia vita; sia quando con un frego di penna le annichilo, sia quando altre ne suscito, o le stesse risuscito, sì da schierarle di nuovo, Lazzari esangui, in battaglia. E non conta che impugnano spade di carta, si cingono elmi di fumo...Chi, se non loro, potrebbe combattere in vece mia, tingere di eroico inchiostro il vessillo delle mie bianche capitolazioni?
Diavoli siete, parole. Angeli, siete. Brusche, melliflue, ombrose...ora carte veline, pelurie, petali di ninfea che s'infiora; ora schegge di vetro, spine, carboni ardenti...
No, non c'è cosa che mi lusinghi gli spiriti quanto un amalgama di senso e suono dentro la tazza di poche sillabe d'oro. Gremire me ne sento come una vela di vento, una voliera di voli. Ne ronzo, ne stormisco, ne sibilo...E pazienza se alla fine, come il toro di quel Falaride, non faccio che tradurre in muggiti i gemiti d'ogni umana passione; se ascolto, io per primo, nei tremoli della mia chitarra, un concerto di gatti in amore...Posso rifarmi sempre le orecchie con una musica altrui più innocente..."
[ G.B ]
L' APRES-MIDI D'UN CHEVALIER COURROUCE'
....... E Voi,messo su così in pulito.......disse Carlomagno,chi siete?
Io sono(la voce giungeva metallica da dentro l’elmo):
Agilulfo Emo Bertrandino dei Guildiverni e degli Altri di Corbentraz e Sura,
cavaliere di Selimpia e Fez,
Balivo di Corrivo e Carapipi,
già Fantaccino di Friggero Bolso,conte di Pampour,
Stirausberghi di Dodone il Larvoyant,
Primo assaggiatore di Cochillaggi e Cacauetti della Principessa Niqohelette Nunc Scotta,
Conservatore dell’Ordine del Gran Tepore contra-periclitatio,
Granlaudatore e Còmito di Pericone Grossatesta di Vibràm ,di Rambouilli e di Sacrofauno (prov RM)
Aaah,-fece Carlomagno-,e perché non alzate la celata e non mostrate il vostro viso?
Dico a Voi,ehi,paladino,-insistè Carlomagno-,com’è che non mostrate la faccia al Vostro Re?
La voce uscì netta dal barbazzale:
.-Perché io non esisto,Sire-
-O questa poi! Adesso ci abbiamo in forza anche un cavaliere che non esiste!fatemi un po’ vedere
.
Agilulfo parve esitare ancora un momento,poi con mano ferma ma lenta sollevò la celata.
L’elmo era vuoto e nell’armatura bianca dall’iridescente cimiero non c’era dentro nessuno.
Mah, mah!Quante se ne vedono,-fece Carlomagno.-E com’è che fate a prestar servizio,se non ci siete?-
Con la forza di volontà, -disse Agilulfo-e con la fede nella nostra santa causa!

"In una di esse – dice Sebald, e così si chiude il libro - dietro un telaio verticale sono sedute tre donne giovani, sui vent’anni.


?.
FRA VESTITI CHE BALLANO
abiti usati, oggetti usati, vecchie foto : la mia passione per tutto ciò che reca in sé, nelle sue fibre più celate, una traccia di vite altrui, trascorse, affondate nel nulla, nel silenzio, nell'oblio.
niente mi dà un senso così forte e concreto della continuità vita/morte e della sacralità (sì, è la parola giusta) di questo connubio come portare addosso - sul mio corpo che è QUI e ORA - il corsetto o la camicia di una donna sconosciuta vissuta magari cento anni fa.
è una sottile impalpabile emozione, quasi una eccitazione, una euforia, che in un certo senso mi riconcilia con la Morte, e indubbiamente ha anche a che fare con l'ironia, come se silenziosamente mi burlassi dello sguardo che mi coglie come "contemporanea", mentre io porto su dime ( e dentro di me) i resti di un altrove temporale e spaziale.
Les Tres Riches Heures.
Nella cappelletta consacrata a Sainte Dolorìs Du Pre,al Convento dei Corbellieres,sulla montagna Sainte-Odile,facciafaccia con
(Condillac l’avrebbe definito:
“old gentleman,who was born blind,or lost his sight so early,that he had no remembrance of ever having seen),
L'ALTRI,(due flagitanti che ricordan l’angeli festaioli della Madona de Senigaja in Urbino), si presentan invece attivissimi e dinamici e interrogano il Girolamone.
Il dialogo e’ soprascritto da mani terze(la monaca cuciniera?la monaca dentelliera? Cristina di Pizzano? Manola Portimao y Pedrasnigras?),come nelle Stripes del Dick Tracy o,meglio,come nel grande lino matildino di Bayeux.
Qui lo riproduco affinche’ chi vuole e puo’, l’interpreti ( che io son esegeta d’altre cose.)
Festaiolo 1: “Salut,Uet,tu viens jouer au foot?
Festaiolo 2 .”Yo,Uet.”
Il Girolamone:”Je peux pas….Je blogue “
F1.”T’as un blog? Genial!Et tu trouves toujours des trucs interessants à poster?”
F2. “Ouais!genial!Megacool! un blog!”
G/mone.”quand j’ai rien a raconter,je poste des conneries.....ou alors je poste des cartoons à deux balles!!!! “
F1.”quel philosophe,ce Uet!”
F2 “Ouais,ouais”