LA COMMEDIA MENTALE
"Come nell'angeologia neoplatonica si narra di angeli che sono l'altra parte, rimasta intatta, di cui noi rappresentiamo l'esistenza terrena, nell'ombra, così i nostri interlocutori privilegiati, che sono interlocutori mentali, sono l'altra metà cui sempre tentiamo di ricongiungerci, rivali di qualunque altro interesse o fittizio piano di vita. Fuori della corte mentale, tutto non è che banale accidente, luce che non convertita in dialogo con la nostra metà invisibile dispare. Per cui reale è questo colloquio e pretesto tutto il resto, che è capovolgimento essenziale : il fatto di narrare loro, [ai miei interlocutoriprivilegiati], quello che è avvenuto, non è un fatto che avviene dopo, ma elemento che condiziona atti e pensieri. Gli spettatori privilegiati sono simili a dei : la confessione è un rituale, ma la presenza della divinità è continua. Non è l'io che lega un'ora all'altra della vita, ma questi personaggi mentali, non l'attore ma lo spettatore, non colui col quale avviene un fatto ma la persona cui sarà narrato - altro capovolgimento fondamentale..."
(Alessandro Spina, La commedia mentale, in "I confini dell'ombra")
PRESENZA/ASSENZA
In amore ogni apparizione dell'oggetto amato deve essere una epifania . Ed è quindi inutile - anzi dannoso - che negli intervalli di assenza, di mancanza, di distanza, la mente si ingegni a ricercare, ricordando, o a prevenire , immaginando, il momento dell'apparizione. Ancora peggiore è il ricorso a marchingegni tecnologici che danno solo l' illusione dI annullare la distanza, mistificando una presenza che in realtà non è tale.
Giacché la vera PRESENZA è irradiazione di atomi che t'investono, flusso benefico di energia, fascio di onde di calore, nutrimento senza parola e senza suono, trasfusione di licor caelestis.
L'assenza è eclisse. L'aria acquista quella particolare luce nera, che non impedisce di vedere, anzi rende forse più acuta la vista, ma la carne è gelida.
Quindi la polarità assenza/ presenza non può essere che accettazione profonda dell'una e dell'altra condizione, vissuta ciascuna con piena aderenza alle sue specifiche caratteristiche.

"In Spagna vidi una volta una danza, un uomo maturo e forte e una giovane esile e diafana : più quello ci metteva passione e più lei pareva assente, una marionetta. Non lo guardava mai, gli occhi fissi di un automa. Sono sicuro che fosse la sua donna : ma ecco, lui non riusciva a essere l'amato. La danza come corsa lungo un cerchio, dove la distanza resta costante per un incantesimo."
(Alessandro Spina, Il giovane maronita)