Esterhazy

"IL MIO BUON PADRE ERA PARTITO A GALOPPO IN UNA PIANURA BELLISSIMA"
lunedì, 30 luglio 2007

29 luglio 2007
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domenica, 29 luglio 2007

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martedì, 24 luglio 2007

Pecorella
La mitezza e la sottomissione spesso vengono pensate come tratti che rendono l’individuo malleabile e facilmente gestibile. D’altro conto la tenerezza è dai più associata alla dolcezza, che in genere non fa che diluirla e ridurla a una brodaglia zuccherina.
Quando lui la chiamava “pecorella” non mancava mai di avvertire però tutto il retrogusto selvatico e animale del termine. Il senso metaforico si perdeva nella renitenza (e resistenza) opaca di una natura al fondo indecifrabile , ciò di cui lui era di continuo ben consapevole.
Poteva prenderla in groppa e farla stendere sulle sue spalle,o sul suo collo,o sul suo ventre. Tastare con la mano la docile lana dei suoi ricci, grattarle la gola tiepida, raccogliere il filo di bava che a volte nel sonno colava dalla sua bocca.
Impenetrabile rimaneva l’eco interno di quell’essere, la sua percezione del mondo e di lui stesso, il diagramma causale dei suoi moti e delle sue azioni.
Rassegnato a possederla da padrone e da padrone perderla, per una scomparsa senza spiegazioni, una fuga notturna, uno smarrimento in un bosco, un accodamento a un viandante occasionale, una strage animale, una trappola, un labirinto, una catastrofe astrale.
 
 

 
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mercoledì, 18 luglio 2007

                 

                                I AM AN UNUSUAL THING

 

Per lungo tempo questo file è stato per me misterioso. Pur trovandosi sull'hard disk, ne ignoravo origine, autore, esecutore, tutto quanto insomma. Infatti il titolo era : Ignoto. Mi è sempre sembrato molto bello, e , periodicamente, lo riascoltavo.

Ad un tratto ho scoperto tutto.

Michael Nyman : I am an Unusual Thing ( from Letters, Riddles & Writs)
Una musica composta per il film " Lettere, Enigmi e Scritti" diretto da Jeremy Newson nel 1990/91.
Prodotto  in occasione del bicentenario della morte di Mozart ,  utilizza testi estratti da lettere di Mozart e una serie di enigmi che egli scrisse e distribuì a Vienna durante il carnevale del 1787. Questo canto mette insieme, in modo apparentemente incoerente,  questi indovinelli , una nota fatta da Mozart sulle sue prospettive professionali poco prima della sua morte e le parole proferite negli ultimi giorni di vita e riferite dalla moglie Constance, in inglese, tre giorni dopo la morte di W.A.M.
                                                    
 I AM AN UNUSUAL THING
 
I am an unusual thing.
I have no soul and no body.
One cannot see me
but can hear me.
I do not exist for me alone.
Only a human being can give me life
as often as he wishes.
And my life is only of short duration,
for I die almost at the moment I am born.
And so, according to man’s caprice,
I may live and die untold times a day.
To those who give me life I do nothing,
but those on whose account I am born
I leave with painful sensations
for the short duration of my life;
of my life till I depart.
I am appointed to a situation
which will afford me
leisure to write music
just to please myself.
And I feel capable of doing something
Worthy of the fame I’ve acquired.
But instead, i must die.
Sono una cosa non comune
Non ho anima né corpo
Non mi si può vedere
Ma mi si può ascoltare
Non esisto per me solo
 Solo un essere umano può darmi vita
Ogni volta che vuole
E la mia vita è solo di breve durata
Perché io muoio quasi nel momento in cui sono nato.
Me ne vado con pena
Per la breve durata della mia vita
Sono stato destinato a una condizione
Che mi ha permesso di scrivere musica
Quanto mi piacesse.
E mi sentocapace di dare qualcosa
degno della fama che ho acquistato;
ma invece, muoio
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martedì, 17 luglio 2007

SLOWHANGING POST.

/Poco dopo l’approvazione del Black Act,vennero comminate quasi a titolo esemplificativo parecchie condanne  alla  Pillory:per casi patetici,di maldestri dilettanti che  tentavano di farsi la mano  nel Blackmailing.Il  primo a venire esposto  a Tyburn per questo delitto fu  H.Fawn,un logografo del Great lake District,nel 1725.Una sua amica era in prigione per aver rubato un cucchiaio d’argento in una ballroom  diurna:aveva costei  ordinato  un boccale di birra tedesca con un po’ di zucchero,che era stato portato in un cucchiaio d’argento,quello appunto sottratto.Fawn scrisse all’ostessa che aveva sporto denunzia(Ms.Trollope,detta  Eye of Cheshire, o Chesirah in breve) ,minacciandola di amputazione del pollice se la sua amica fosse stata deportata.Casualmente la deportazione venne rinviata.Un testimone riferì:”Non ci fu modo di persuadere  Fawn che non era stata quella lettera la causa del rinvio:egli si fece singolarmente esaltato e vantava con forza la propria  intelligenza e la propria capacità di inventiva,come se nessun altro,oltre a Lui,fosse capace di fare una cosa simile”

Per convincer ben bene  tutti, Fawn si dichiarò vecchio antilegittimista,incarnazione  dell’ambulante moralizzatore e di animo nobile,eroe delle Excursion di Wordsworth(William).- “ma non era  affatto,per quel tanto che le testimonianze ci permettono di constatare,un scrittore di lettere anonime:egli  appartiene a una più antica tradizione  orale di sedizione,che si esprimeva con indovinelli e scherzi in rima,canzoni,profezie  e l’uso di un gergo elaborato”-(Charles Undies,Esquire)

Per confermarsi in quel che di sè pensava  ,(alla faccia degli storiografi venduti della schiatta di quell'Undies ),il Fawn ripetè il gesto una volta ancora:si scelse un complice,un sarto-cappellaio,verso il quale sostenne di avere  un debito di 27 ghinee; scrisse  quindi ad un certo “barone” Antonio Lopez  Suaffo una lettera  in cui lo minacciava  di  mutilazioni minori(al pollice!)  e di incendio,firmata :Bleedin’-meat (Carnealsangue), in cui chiedeva a  Suaffo di saldare il suo debito.Fu un espediente sciocco:naturalmente il sarto-cappellaio venne arrestato e tenuto a Newgate finche’ non si decise a testimoniare contro  Fawn;la testimonianza fu rafforzata dalla  “ calligrafia,dal modo di sillabare,dalle imprecazioni e dagli strafalcioni tipici di un Districtlaker” della lettera.

 

Fawn fu uno dei primi ad adottare la “moda” di andare  a Tyburn  avvolto in un sudario,sul carro dei condannati,cosa che si rivelò la castroneria piu’ colossale tra quelle che aveva  commesso fino ad allora:infatti,mentre il Boia si occupava degli altri condannati, Fawn riusci’ a sfilare la testa e le mani dai cappi, e salto’ dal carro tra la folla,cosicche’,saltellando qua e là come il fantasma delle pantomime,avvolto nel suo lenzuolo bianco,venne facilmente riacchiappato./

 

 

( da:The London Gazette: 30 aprile 1725, a firma: Un cappellano ,colà presente e testimone)
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lunedì, 16 luglio 2007

MATERIA SCRITTA

Un giorno di lavoro in cantiere: sposto per le giuste ore molte lastre di marmo destinate a un pavimento. Le scarico dal camion, le trasporto all'interno, mi passano per le mani molte volte. La polvere bianca, la sfarinatura del marmo, si assesta in tutti i solchi delle mani, nei pori, nelle scalfitture. A raschiarla sotto l'acqua la sera, resiste come un velo. Poi a casa mi cucino una seppia e il residuo del suo nero insegue il bianco, a ricalco, su tutta la superficie delle mani. Le risciacquo, ma non a fondo, tanto non ho da fare baciamano. Siccome ho una testa che impasta sempre parole, penso che quel nero su bianco sopra mani mie, sia scrittura: che le cose intorno scrivano sopra di me e di tutti, e nessuno sa più leggere tutta la posta che ci arriva addosso, per esempio, le gocce di pioggia sopra un vetro. Neanche i bambini lo sanno fare. Forse sapeva Adamo, quando metteva i nomi a tutte le creature. Forse non li inventava, ma li leggeva scritti su di loro, nelle orme al suolo, nei voli in cielo. E se posso fare pagine da scrittore è perché io stesso stasera sono scritto da nero di seppia e polvere di marmo, su dorso e palmo di mano. Nel disparte di un tavolo da sparecchiare, nel fiato che esala cipolla, scrivo della materia che mi ha scritto.

Erri de Luca, Alzaia

Scrivo della materia che mi ha scritto...

Grazie a F. che mi ha trasmesso queste parole.

Parole quanto mai chiarificatrici sul significato dello scrivere, e sul motivo per cui si fa. Motivo che a tanti sembra risultare così incomprensibile da volerlo per forza inquadrare in schemi che non gli appartengono.

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sabato, 14 luglio 2007

L’anello di Gige
 
Il primo – e forse unico ? – desiderio che esprimerei al Genio sarebbe senza dubbio quello di possedere l’anello magico che, indossato, rende invisibili.
Giacché ci sono momenti in cui niente mi sembra più desiderabile di non essere vista – e quindi considerata, interpellata, sollecitata . Gli ingenui e provvisori “nascondigli” che mi sono sempre, sin da bambina, cercata non sono che surrogati. C’è sempre una porta che si apre, una testa che s’infila dentro, una voce che irrompe, che ti chiede conto di qualcosa, ti sollecita a “fare”, ti snocciola senza remissione tutte le falle del tuo non-esserci. Egoismo, indifferenza, apatia, disinteresse. Colpe capitali, insomma.
E invece, quale soluzione perfetta il poter scomparire a comando, indossare l’anello e diventare invisibile.
Fuga e insieme beffa colossale per chi ti vuole a ogni costo – a ogni costo – PRESENTE , e si ostina a cercarti dove non sei e non sarai mai, in ogni stanza e in ogni angolo della casa, per poi scendere in giardino ed esplorare il davanti e il dietro, e ricorrendo alla fine ai diabolici strumenti della tecnologia moderna – inventati apposta per la disperazione dei Braccati, degli Aspiranti Invisibili, delle Creature in Fuga.
E tutto per stanarti, per calcarti bene sulla terra, per darti compiti, farti domande, pretendere una sacrosanta (e che diamine!) risposta, una dovuta p a r t e c i p a z i o n e.
Tu, col tuo anello, stai lì sull’albero, a un palmo da chi ti cerca , e gli fai oscillare sotto il naso la punta del tuo piedino.
 

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martedì, 10 luglio 2007

 Elogio del tradimento
 
C’è un témenos, un recinto sacro, nel quale vige un rapporto di fiducia originale, del tipo di quella fra Adamo e Dio nell’Eden, una “fede animale”.
C’è una sicurezza di carne e una sicurezza di parola, di logos : la prima è seno, odore di latte, pelle – tutta femminile, la seconda - maschile- è promessa, patto, onore. Credo che la prima , nella esperienza della vita umana, sia praticamente irraggiungibile, pur essendo costantemente presente come nostalgia. Ce ne possono toccare in sorte dei succedanei, che risultano tanto più godibili quanto più si ha la consapevolezza che appunto tali sono : surrogati. Perché in tal modo la beatitudine , pur non essendo assoluta, si tinge di un sottilissimo sorriso di pìetas verso se stessi, e quindi di grazia.
Dicono che la sicurezza del padre , quella fondata sul Logos, celi nella sua sostanza profonda il bisogno della intimità con Dio, quella di cui godettero Adamo, Mosè, Abramo. Ma c’è di più.
Ciò che desideriamo ardentemente non è solo essere contenuti nella perfezione di colui che non potrà mai deluderci o tradirci; in realtà ciò a cui aneliamo è una situazione in cui essere protetti DALLA NOSTRA TENDENZA AL TRADIMENTO, dalla nostra ambivalenza, dalla nostra stessa Eva.” ( Puer Aeternus, J. Hillman)
Il Puer Aeternus che è in noi non vuole essere cacciato dall’Eden, non vuole avere a che fare con quella parte di sé che fa il male, quella a cui a volte persino piace fare il male. Eppure questo rapporto di fiducia edenica, celestiale, non soddisfece neanche Dio; fu proprio lui infatti a creare Eva da cui nasce il seme del tradimento. In un certo senso si comprende che il tradimento è necessario : senza di esso non c’è crisi, non c’è rottura, non c’è movimento, in una parola non c’è vita.
La forma più toccante di tradimento per me è quella del padre che tradisce il figlio, considerandola sia dal punto di vista del traditore che del tradito. E’ la più arcana, la più – apparentemente – inammissibile ; la Bibbia ne riporta esempi formidabili : un padre che dovrebbe proteggere e salvaguardare in tutti i modi il figlio, viene meno a questo compito, decide coscientemente di abbandonarlo e di lasciare che sia offeso e umiliato. L’aspetto decisivo è che il padre in questo suo atto rifiuta di rendere conto di sé. Non spiega, si eclissa, è muto.
Ed è proprio ciò che determina la vitalità del tradimento, la sua funzione dinamica e creativa all’interno della situazione statica (eden). Infatti il tradito , lasciato a se stesso, deve con le sue forze spiegarsi e spiegare il tradimento, e , se vuole salvarsi, dovrà farlo creativamente, approdando cioè a una nuova immagine di sé e del fuori-da-sé, senza arenarsi nelle secche del vittimismo e della sterile paranoia.
In fondo il tradimento del padre verso il figlio è , per quest’ultimo, una iniziazione alla vita : c’è in esso una brutalità, una in-iquità, che va aldilà di ogni promessa, ogni impegno, ogni contratto. Una iniquità che nega il Logos, ma che – con questo e per questo - caccia a forza nella Vita.
 
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giovedì, 05 luglio 2007

 SPIE  (post grande vitesse)

 

 

Se l'avesse chiesto il Delees   al  Fucò o  a qualche altro militante della   schola  del pensèe  émacié non ce ne sarebbe potuto frega' de meno, tanto a noi  quanto a Jaakko  Hintikka ,ma  a porre la questione   fu  Bronislaw Malinowski  a  sir Edward Evan Evans-Pritchard e la questione e' questa:

B.M.: "CHI,e soprattutto  COME,  è  e puo' essere  ,per weltanschauung e  Sensucht  e psychische e  physische repraesentanz( e  pulsione di appropriazione  o Bemachtingungstrieb e  pulsione di destino o Triebschicksal)colui che nello stream piccolo scrive  di  Labbra vermiglie ,chicchipizzichi ,linguiguizzi,boli  viscosi,di notti erranti fra i monti  di splendida luna,di ampiezze areonautiche  della controra,di gesti inglesi (riding the stang? skimmington? shivaree?)e di rizzamenti  in murmure   bili o in common sense?"

sir E.E.E.P:"Egli è uomo  di  IMC   29,9,sottile la vita,tesi i polsi, jivaro la  tsantsina.Egli abita una pent-house che affaccia  su  tutti  l' orizzonti , con  terrazzi tempestati di fiori,assortiti per colore forma sostanza specie  ,talamo,ovario,stilo e stigma(stame,filamento e antera  dominanti).  Fosse ostile a oi batrakoi  si capirebbe  il   recente Liebesbemachtigung   per   oi mùes fi chi psi  -no alfa ,ma lo si tenga pur  appassionatissimo  di cavalline pitigrille,di morticine dietro i rosai,di breathless-jailbaits di passo  giguettante,e non di meno di Merteuillone  fastosissime  in atti ed orazioni,Vaporized-backbiters,fuzzy-headed-patronesses  etc  etc etc ....."

(B.M. :ma guarda questo! quel colorito livido,quelle eclampsie all'occhio!!!E' invidia.  Pfui..)

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lunedì, 02 luglio 2007

 
BRATISLAVA
 
Ricordi quel giorno a Bratislava? Mai estraniamento fu più perfetto.
Ci guardavamo negli occhi senza sapere chi eravamo. E all’improvviso il gruppo di suonatori di strada ci circondò, spazzando via ogni parola e il nostro silenzio con la loro travolgente melodia. Una donna – vibrante e insieme maestosa – cantava (in ungherese), gli archi si sbizzarrivano nei loro sperticati assolo. Afferravo solo qualche parola di quell’idioma sconosciuto eppure in qualche modo curiosamente familiare. Le solite eterne parole : amore, lacrime, addio.
Nessun altra musica al mondo sa far durare il patetico solo il tempo necessario e non un istante di più, in modo che il motivo struggente non diventi mai melenso sentimentalismo. La tenerezza è rilanciata in alto – su su sempre più su – dall’impeto della vita che non si ferma. Va oltre.
Pienezza folgorante del momento. Sussulto di sangue sepolto. La tua agile mano bruna sul tavolo del locale seguiva il ritmo della musica.
Sopra di noi il cielo di Bratislava.
………………………………….
L’immagine è tornata così, senza collegamenti, senza motivo. Mi ha investito come un getto di acqua fresca e profumata alla nuca.
Uno straccio rimasto impigliato a un ramo di rovo.
Cercare le parole per descriverlo, per fissarlo, è un vizio, una perversione.
Non farlo più. E’ peccato.

http://www.youtube.com/watch?v=Hr0UMWMWnU0

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